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Euro/dollaro strappa ancora al rialzo, inflazione Usa per capire meglio cosa farà la Fed nel 2018

L’euro mostra i muscoli anche oggi complice la contemporanea debolezza del dollaro alle prese con le crescenti incertezze legate alla riforma fiscale. Importante test oggi con l’inflazione Usa

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Nuovo scatto dell’euro/dollaro il cui movimento ascendente è dettato sia dai solidi riscontri economici in arrivo dall’area euro che dal persistere delle difficoltà oltreoceano per quanto concerne la riforma fiscale. Oggi forte attesa per il test rappresentato dall’inflazione statunitense, un cui rallentamento più marcato del previsto andrebbe a intaccare in parte le aspettative di medio-lungo periodo sul rialzo del costo del denaro da parte della Federal Reserve.

Scatto a 1,185, ma movimento potrebbe essere transitorio

Questa mattina il cross tra euro e dollaro si è spinto fino a 1,1852 contro il dollaro Usa. A far scattare gli acquisti sulla divisa unica europea sono stati i forti riscontri macro arrivati ieri per l’area euro, con Pil tedesco e italiano oltre le attese e anche lo ZEW tedesco in ulteriore salita. “Il rafforzamento dell’euro dovrebbe essere transitorio – rimarca Intesa Sanpaolo – sia perché il picco di crescita dell’area dovrebbe essere alle spalle e nel corso dell’anno prossimo ci si attende un rallentamento, sia perché – come già accaduto altre volte nei mesi passati – l’euro beneficia anche della debolezza del dollaro dovuta all’incertezza sulla riforma fiscale e alle decisioni della Fed al di là del breve termine”.

Secondo MPS Capital Services il movimento potrebbe essere dettato prevalentemente da fattori tecnici “visto che il movimento di testa e spalle ribassista descritto nelle scorse settimane dal cambio è stato negato con la salita sopra 1,17”.

Dollaro pronto a reagire a riscontri da inflazione Usa

Oggi attesi i dati sull’inflazione Usa, con indicazioni deludenti (consensus +2% annuo dal +2,2% precedente) che potrebbero spingere l’euro. L’upside, rimarca Intesa Sanpaolo, dovrebbe comunque restare contenuto in area 1,18 (resistenze chiave a 1,1870-1,1900 Eur/Usd). “L’incertezza sul numero di rialzi dei tassi da fare nel 2018 dipende dall’incertezza sulla natura, transitoria o meno, del rallentamento dell’inflazione“, sottolinea Intesa Sanpaolo.

Le crescenti incertezze sulla riforma fiscale statunitense contribuiscono al momento di debolezza del dollaro Usa, già sceso di circa l’1% nel corso della scorsa settimana. Ieri è emerso che i senatori repubblicani intendono fare dipendere il piano di revisione fiscale all’abrogazione di una componente chiave dell’Obamacare, complicando quindi l’iter per far passare il disegno di legge.

Il biglietto verde guarda anche alle future mosse della Federal Reserve nel 2018. Dando per scontato il rialzo che la banca centrale statunitense si appresta ad effettuare a dicembre, il quadro relativo al prossimo anno risulta ancora tutto da definire considerando anche il cambio a vertice con Jerome Powell che prenderà da febbraio il posto di Janet Yellen. Gli ultimi Fed Dot Plot indicano tre ulteriori rialzi nel 2018.