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L’eurodollaro snobba S&P’s, in serata riflettori puntati sulla Fed

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L’eurodollaro si scrolla di dosso il downgrade del merito di credito italiano. Dopo esser sceso ai minimi da tre mesi a 1,2756 dollari a seguito della decisione di Standard & Poor’s di portare il merito di credito del nostro Paese da “BBB+” a “BBB” (solo due gradini in più rispetto al livello junk, la spazzatura) il cross eur/usd attualmente avanza di oltre mezzo punto percentuale passando di mano a 1,2851 dollari.

Quello cui abbiamo assistito, ha rilevato Davide Marone, analista di DailyFX.it, è stato “un breakout ribassista che non si è rivelato estremamente potente a causa, da un lato, della volatilità ancora contenuta del mercato e, dall’altro, della presenza del fondamentale supporto proprio in area 1,2755, livello su cui avevamo assistito ad un efficace swing di doppio minimo nello scorso mese di marzo”.

Il sentiment tutto sommato positivo dei mercati si è riflesso sull’asta indetta dal Tesoro dal quale è emerso che gli investitori sono ancora interessati alla carta italiana (anche grazie all’innalzamento dei rendimenti innescato dal tapering della Federal Reserve, il piano di progressiva riduzione degli acquisti di asset).

Nell’asta odierna il Tesoro italiano ha allocato complessivamente 9,5 miliardi di euro con una domanda sostenuta per il titolo annuale il cui rendimento di assegnazione è tornato sopra la soglia dell’1%, sui livelli più alti dallo scorso marzo. Domani sarà il turno dell’asta di titoli a medio-lungo termine per massimi 6,5 miliardi, in particolare il Btp trentennale.

Ed a proposito di tapering, in serata riflettori puntati sulla Fed: alle 20 saranno diffusi i verbali della riunione del board dello scorso 18/19 giugno mentre per le 22:10 è previsto un intervento del n.1 Bernanke in occasione delle celebrazioni del centenario della Banca centrale statunitense.