L'Eurodollaro si conferma sotto pressione

Inviato da Luca Fiore il Gio, 21/03/2013 - 19:52
L'eurodollaro si conferma ai minimi da quattro mesi in area 1,29. Nuova seduta negativa per le quotazioni della moneta unica che, già alle prese con la crisi cipriota, oggi ha dovuto fare i conti con le indicazioni arrivate dal fronte macro.

"Dal punto di vista tecnico -ha rilevato Filippo A. Diodovich, Market Strategist di IG- l'eventuale cedimento dei minimi intraday a 1,2880 potrebbe gettare le basi per un affondo verso lo strategico supporto di breve periodo a 1,2845, ultimo appiglio utile per evitare una caduta ben più rovinosa verso 1,2660". "Segnali di ripresa solamente con una perentoria vittoria al di sopra di 1,3045 (copertura del gap down apertosi ad inizio ottava), preludio per un possibile attacco a 1,31".

Dopo il voto contrario al piano preparato dall'Eurogruppo, oggi per le autorità cipriote è arrivato l'ultimatum da parte della Banca centrale europea: in mancanza di un accordo con l'Unione europea e il Fondo monetario entro lunedì, la fornitura di liquidità di emergenza, essenziale per tenere in vita il comparto bancario dell'isola, sarà sospesa.

Per quanto riguarda i dati macro, a marzo il Pmi relativo il settore manifatturiero del Vecchio continente ha registrato una contrazione passando da 47,9 a 46,6 punti mentre il dato relativo il settore servizi è passato da 47,3 a 46,5 punti. In entrambi i casi gli analisti avevano stimato 48,2 punti.

A sottolineare la fragilità dell'economia europea nel corso del pomeriggio ci hanno pensato le indicazioni arrivate da Oltreoceano: la scorsa settimana le nuove richieste di sussidio si sono confermate ai minimi da cinque anni a 336 mila, i dati relativi il manifatturiero delle aree di Chicago e Philadelphia sono risultati migliori delle attese e le vendite di case esistenti sono salite ai massimi dal novembre 2009.
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