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Euro/dollaro: rimbalzo forse eccessivo post delusione Bce, stretta Fed dovrebbe favorire ritorno a 1,05

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Tempo di riflessioni per l’euro dollaro dopo la volatilità record della vigilia. La delusione degli investitori per le misure annunciate da Mario Draghi, meno corpose delle attese, ha fatto decollare il cross a ridosso di quota 1,10 (1,0981 il picco di ieri pomeriggio) con un balzo di oltre 4 figure rispetto ai livelli pre-Bce. L’incremento del 4,3% del cross euro/dollaro, è il più ampio apprezzamento intraday da quello post-FOMC del 18 marzo scorso. 
Oggi il cross eur/usd viaggia in calo dello 0,57% a quota 1,088 con i riflettori puntati alle non farm payrolls in arrivo nel pomeriggio (consensus +200 mila dalle 270 mila di ottobre). 

Le nuove misure messe in atto dalla Bce sono state inferiori al previsto, in particolare sono state deluse le attese relativamente agli acquisti mensili di asset, rimasti a 60 mld di euro, mentre il mercato puntava su un aumento almeno a 70-75 mld. 
Il QE è stato comunque esteso da settembre 2016 a marzo 2017 (almeno), lasciando comunque aperte le porte a ulteriore ampliamento dello stimolo in caso di necessità.
“In realtà l’espansione monetaria annunciata ieri dalla BCE è tutt’altro che modesta – sottolinea Asmara Jamaleh, economista di Intesa Sanpaolo – per cui la reazione dell’euro, anche se giustificabile, è forse un po’ eccessiva. È pertanto possibile che nel breve il cambio rientri verso quota 1,05 EUR/USD invece di salire sin da subito sopra 1,10 EUR/USD”.  

Non va dimenticato che è in arrivo la stretta Fed 
Intesa Sanpaolo ha così rivisto solo marginalmente al rialzo le proiezioni di breve da 1,04-1,05 EUR/USD a 1,05-1,06 a 1-3mesi. “La reazione post-BCE del cambio non deve infatti far dimenticare che tra poco più di una settimana la Fed farà il primo rialzo dei tassi e che l’anno prossimo si avranno tassi ancora in salita negli Stati Uniti e ancora stabilmente a zero (o leggermente negativi) nell’area euro“, ha concluso la Jamaleh.