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Euro/dollaro: prudenza prima del dato sul lavoro Usa, decisivo per il rialzo dei tassi a dicembre

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L’euro/dollaro si muove in un canale tra la resistenza a 1,1480 e un supporto in area 1.0814 in attesa dei due dati macroeconomici molto importanti che verranno pubblicati questo pomeriggio, i Non-farm payroll e il tasso di disoccupazione. Specialmente il primo sarà oggetto di particolare attenzione da parte del mercato -secondo Luca Luongo di Forextradingpratico.com, visto che la Yellen nelle ultime sue dichiarazioni ha sempre precisato che il mercato del lavoro deve avere una costante crescita nel medio termine

Da area 1,1430 fin sotto 1,09. È la discesa di oltre 4 punti percentuali messa a segno dal cambio euro/dollaro a partire dalla metà di ottobre. Con due accelerazioni al ribasso. La prima determinata dalla possibilità che il Quantitative easing europeo venga potenziato a dicembre. La seconda dallo spostamento del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve su posizioni meno accomodanti. “Messa insieme con il super Ism non manifatturiero, la retorica della Fed ha causato una salita delle probabilità di rialzo dei tassi nella riunione del 17 dicembre al 56% e un balzo del Treasury americano a due anni” aggiunge Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners. 

Insieme con le probabilità di rialzo dei tassi a dicembre è salita l’attesa per il dato sul mercato del lavoro che verrà diffuso questo pomeriggio. Secondo Sersale “per la tenuta del sentiment globale è augurabile un dato non troppo distante dal consenso o leggermente migliore. Un report brutto riaccenderebbe i timori di rallentamento. Se disastroso potrebbe infliggere dei danni alla credibilità della Yellen destituendo di fondamento la view ottimista del Fomc. Per contro un report molto forte darebbe un altro giro di vite alle attese di rialzo dei tassi e al dollaro rischiando di riportare volatilità sui mercati emergenti”. 

Il consensus prevede la creazione di 185 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli nel mese di ottobre. Un incremento rispetto ai 136 mila e 142 mila dei due report precedenti che, sottolinea Michael Hewson, chief market analyst di Cmc Market UK “segnerebbe comunque in significativo rallentamento della crescita dei posti di lavoro in confronto al 2014 quando la cifra totale raggiunse 3,1 milioni di unità. Finora quest’anno siamo ancora sotto quota 2 milioni”. 

Luca Luongo, analista finanziario di Forextradingpratico.com ipotizza a tal proposito due scenari: “Il primo scenario si basa su dati del mercato del lavoro non positivi. In questo caso ci possiamo aspettare un rimbalzo dell’euro/dollaro come già avvenuto a luglio e a giugno con un target minimo a 1,11. Se invece i dati dovessero essere positivi, allora il crollo dell’euro potrebbe essere anticipato di un mese, visto che il governatore della Bce Mario Draghi è sempre più convinto di aumentare il Quantitative easing a fine anno. Di conseguenza il cambio potrebbe rompere al ribasso il primo supporto a 1,0814 e il secondo poto a 1,0717. Il primo target che potrebbe toccare il cambio euro/dollaro potrebbe essere in tal caso a 1,05/1,0460. Il consiglio che do è quello di stare molto attenti e di non aprire posizioni prima della pubblicazione dei dati, visto che molto di un possibile rialzo dei tassi a dicembre da parte della Fed si deciderà nella giornata odierna”.