Euro/dollaro, nel IV trimestre discesa potrebbe arrestarsi (analisti)

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 01/10/2014 - 11:59
L'euro ha archiviato un trimestre in costante arretramento, il peggiore dal 2010. Tra luglio e settembre la divisa unica europea ha perso circa l'8% rispetto al dollaro Usa complici le diverse impronte di politica monetaria nelle due sponde dell'atlantico. Il cross euro/dollaro proprio ieri, nell'ultima seduta del trimestre, è scivolato sotto la soglia di 1,26 toccando i minimi a oltre 2 anni.

"Questo recente ciclo di debolezza dell'euro è molto diverso da quello precedente, quando si percepiva una sorta di ciclicità tra una crisi e l'altra - rimarca John J. Hardy, Head of FX Strategy di Saxo Bank - . In questo caso, il trend dell'euro è chiaramente guidato da azioni politiche reali e mirate da parte della BCE di Draghi nelle sue riunioni di giugno e settembre. Ironia della sorte, l'ultima volta che il presidente della BCE ha direttamente spostato l'euro in maniera così significativa, è stato nella direzione opposta. Nel luglio del 2012 ha dato quella che il giornalista statunitense Matt O'Brien avrebbe definito come una "promessa impossibile" a fare tutto il necessario per salvare l'euro. Naturalmente non fece assolutamente nulla, ma il mercato credette nella protezione implicita della BCE e, ciononostante, gli investitori andarono all'assalto acquistando smodatamente gli asset dei paesi periferici dell'UE, comprimendo i differenziali di rendimento, la fonte stessa del panico, e inviò l'EURUSD brutalmente da 1,20 a quasi 1,40".

Quali le prospettive quindi per il trimestre iniziato oggi? John J. Hardy ritiene difficile il continuare di tale discesa anche nel quarto trimestre. "Abbiamo una combinazione di politiche che sono chiaramente positive per il dollaro americano e negative per l'euro - rimarca l'esperto di Saxo - con la liquidità in dollari si sta prosciugando, mentre abbiamo nuova liquidità senza limiti in uscita dalla BCE che può finanziare operazioni di carry trade e prestiti a basso costo in euro per investimenti, nazionali o esteri". Ma non mancano delle possibili crepe.
"Non sono certo che il ribasso dell'EURUSD possa continuare a pieno ritmo nel Q4 - sottolinea Hardy - anche se ci immaginiamo che l'EURUSD negozi ancora più in basso entro la fine dell'anno. In primo luogo, il mix di politiche della BCE potrebbe incontrare qualche piccolo inconveniente nel 4° trimestre, in particolare sul lato TLTRO del suo programma di politica e l'ignota disponibilità di titoli asset backed per l'acquisto. I Nuovi cosiddetti LSAP (acquisti su larga scala di attività - come se ci servisse un altro acronimo) della BCE sono lontani dai QE della FED e non consentono l'acquisto di obbligazioni sovrane. Sulla base del dinamismo dimostrato da Draghi alla BCE, il mercato sta prevedendo aggressivamente che la Germania non ostacolerà un eventuale passaggio al vero QE e agli acquisti di obbligazioni sovrane. Sicuramente, però, almeno per il breve termine, questo è probabilmente un punto politico ancora lontano per la Germania. Sul lato USD bisognerà invece vedere se l'economia americana saprà davvero mantenere la velocità di fuga mentre il resto del mondo è chiaramente in una profonda depressione".
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