Eurodollaro: analisti scommettono su una rottura di quota 1,35

Inviato da Luca Fiore il Lun, 21/07/2014 - 16:52
Avvio di ottava all'insegna del consolidamento per l'eurodollaro. Sceso venerdì scorso sotto la soglia di 1,35 (1,34905$) per la prima volta dal 6 febbraio, l'euro inizia la settimana invariato a 1,3517 dollari. Al 15 luglio i dati elaborati dalla Commodity futures trading commission hanno evidenziato una crescita delle posizioni nette corte su questo cross, la differenza tra contratti ribassisti e rialzisti, di 3,6 a 62,8 mila contratti, il livello maggiore da circa due mesi.

In vista del meeting dei Ministri degli esteri in calendario per domani, il premier britannico Cameron ha fatto sapere che l'abbattimento del Boeing malese sulla tratta Amsterdam-Kuala Lumpur che ha provocato la morte di 298 persone potrebbe spingere l'Unione europea ad approvare nuove sanzioni nei confronti della Russia. Secondo l'inquilino del 10 di Downing Street le misure restrittive potrebbero riguardare lo stop all'esportazione di prodotti legati all'industria bellica.

Morgan Stanley ritiene che questo tipo di misure siano destinate a indebolire la divisa di Eurolandia perché tensioni geopolitiche spingeranno i prezzi dei prodotti energetici (una nuova tassa per i consumatori europei) e le restrizioni al funding in dollari favoriranno una transazione verso l'euro. A livello tecnico, il livello chiave è rappresentato da 1,35 che se rotto, stando all'analisi di Morgan Stanley, favorirebbe una discesa a 1,3295 prima e a 1,31, obiettivo di medio termine, poi. Sia nel portafoglio di breve che in quello di medio termine Ms detiene una posizione ribassista con target 1,31.

Camilla Sutton, analista di Scotiabank, ha detto di attendersi una discesa dell'eur/usd fino a 1,3 centro la fine dell'anno in scia del ridotto flusso di capitali in Europa e della debolezza dei fondamentali macro. "Una rottura sostenuta di 1,35 necessiterà di un forte catalizzatore, grande abbastanza da spingere i flussi di capitale fuori dalla Zona Euro".
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