Eurodollaro, analisti scommettono su nuovi ribassi

Inviato da Luca Fiore il Lun, 24/03/2014 - 18:10
Inizio di ottava con il segno meno per il cambio tra l'euro e il biglietto verde. Salito fino a 1,3825, l'incrocio ha pagato pegno alle indicazioni deludenti arrivate dagli indici Pmi e attualmente passa di mano a 1,3791. "Il primo supporto rimane a 1,3750, bottom di venerdì, mentre il successivo si colloca a 1,3720, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell'ascesa dai bottom di febbraio", rileva Vincenzo Longo di IG. "La rottura di questo livello -continua l'esperto- aprirebbe a un'estensione della flessione verso i minimi dell'ultimo mese a 1,3640, ultimo baluardo prima che si arrivi a 1,35-1,3480".

View ribassista anche per gli analisti di Ubs che alla luce dell'impostazione emersa nel meeting della Federal Reserve della scorsa settimana, "la governatrice Yellen -si legge nel report dell'istituto elvetico- ha implicitamente ammesso che il primo innalzamento del costo del denaro potrebbe avvenire già a partire dal secondo trimestre 2015", ha limato le stime sull'andamento del biglietto verde. Nel giro di un mese l'incrocio tra la moneta unica e il greenback è stimato a 1,35 mentre a tre mesi il cross è visto a 1,33. Secondo Ubs, "il rischio di nuove politiche espansive da parte della Bce è reale e crescente".

La view degli analisti contrasta con le indicazioni contenute nel Commitments of traders (Cot), il report settimanale della Commodity futures trading commission (Cftc). Al 18 marzo le posizioni nette lunghe (differenza tra contratti "rialzisti" e "ribassisti") nel cambio tra la moneta unica e il biglietto verde hanno evidenziato un incremento da 36,4 a 53 mila. Per l'incrocio eur/usd si tratta del livello maggiore da quasi cinque mesi.
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