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L’eurodollaro ai massimi dal novembre 2011

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L’inatteso calo del Pil a stelle e strisce spinge l’eurodollaro. Segno più per il cross tra la moneta unica e il biglietto verde, salito nel corso del pomeriggio in quota 1,3577 dollari, il livello massimo dal novembre del 2011.

La debolezza del greenback è attribuibile alle indicazioni arrivate dal Pil a stelle e strisce che nel quarto trimestre ha fatto registrare il primo calo in tre anni e mezzo scendendo dello 0,1%. Dopo il +3,1% precedente gli analisti avevano previsto un incremento di oltre un punto percentuale.

La contrazione, causata dal forte calo della spesa pubblica federale (il maggiore da 40 anni) e degli investimenti in scorte di magazzino, sta penalizzando il dollaro Usa perché inevitabilmente spingerà la Banca centrale, che si pronuncerà alle 20.15 italiane, a confermare l’attuale orientamento ultra-espansivo.

“La spinta che sta continuando a sostenere la moneta unica europea sembra non destinata ad esaurirsi nel breve periodo e se a questo aggiungiamo il continuo aumento di posizionamenti short da parte dei piccoli investitori, tutto porta a ulteriori potenziali spunti rialzisti”, rileva Matteo Paganini, Senior Analyst di Fxcm Italia.

“L’area di resistenza posta tra 1,3500 e 1,3530, potrebbe risultare un supporto molto importante per il prosieguo del movimento dell’euro, tenendo conto che questa sera ci verranno comunicate le decisioni del braccio di politica monetaria della Federal Reserve, il FOMC, che dovrebbe mantenere in essere il programma di acquisti di titoli per 85 miliardi al mese e con tassi invariati”.