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L’Eurodollaro aggiorna i minimi da due mesi

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Finale di ottava all’insegna dell’avversione al rischio sul mercato valutario. Il precipizio fiscale (c.d. fiscal cliff) che minaccia la prima economia e le tensioni in arrivo dalla periferia di Eurolandia spingono al ribasso la moneta unica, scesa nel corso della seduta ai nuovi minimi da oltre due mesi nel cambio con il dollaro e al livello più basso da quattro settimane nell’incrocio con la divisa nipponica. Dopo esser sceso sotto 1,27 a 1,2689, attualmente il primo cross quota 1,2716, lo 0,2% in meno rispetto al dato precedente, mentre il secondo dopo il minimo a 100,42 scambia di poco sopra i 101 yen (101,04).

Per l’eurodollaro “nel breve quadro rimane pessimista”, commenta Vincenzo Longo, analista di IG. “La corsa potrebbe proseguire sino a 1,2667, ultimo traguardo prima del supporto chiave a 1,2620-1,2607, dove transita il 50% di Fibonacci del rally di fine luglio. Al rialzo, solo un recupero sopra 1,2745 potrebbe alimentare un recupero di 1,2764, dove passa la media mobile a 50 ore”.

Oltre che dalle notizie in arrivo dal club Med, oggi l’euro è penalizzato dalle indicazioni arrivate dai due Paesi “core” per eccellenza: la Francia e la Germania. Nel primo caso la banca centrale ha stimato un calo del Pil dello 0,1% nell’ultimo trimestre dell’anno mentre il Ministero dell’Economia tedesco prevede un indebolimento della crescita nel quarto trimestre 2012 e nei primi tre mesi del 2013.

I dati macro statunitensi hanno evidenziato una crescita delle scorte all’ingrosso dell’1,1% mensile (consenso +0,4%), il +0,5% m/m registrato dai prezzi delle importazioni (gli analisti avevano previsto una variazione congiunturale nulla) e gli 84,9 punti dell’indice di fiducia preparato dall’Università del Michigan (attese in linea con gli 82,6 punti precedenti).