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Euro, tassi bond sovrani e bancari in calo. Report esclusivo su Bce scombussola i mercati

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L’euro scende ai minimi intraday nei confronti del dollaro e al valore più basso in una settimana, dopo le indiscrezioni riportate da Reuters, secondo cui la Bce sarebbe cauta riguardo alla possibilità di cambiare il contenuto del comunicato alla prossima riunione di aprile, in quanto preoccupata da un balzo dei tassi dei bond periferici dell’Eurozona. Il tono più “dovish”, ovvero più da colomba della Bce, ha avuto un effetto immediato sulla moneta unica, che è scivolata fino a $1,0740, al minimo dallo scorso 21 marzo, per poi ridurre le perdite.

La flessione, in particolare, è stata scatenata dalla dichiarazione di una fonte della Bce, che ha reso noto a Reuters che i mercati hanno letto nel messaggio dell’ultimo meeting della Bce dello scorso 9 marzo più di quanto avallato dalla realtà dei fatti.

Reazione dell'euro al report Bce

In quell’occasione, la Bce aveva ammesso che il miglioramento dei fondamentali economici dell’Eurozona avrebbe apportato aggiustamenti alla sua guidance e, contestualmente, aveva rimosso il riferimento al ricorso di tutti gli strumenti a sua disposizione in caso di necessità. 

I mercati, lo stesso giorno, hanno iniziato così a scommettere su un rialzo dei tassi di interesse in Eurozona prima nel primo trimestre del 2018, e successivamente anche entro la fine del 2017, a fronte del permanere del programma QE, ovvero di Quantitative easing.

Tali speculazioni hanno alimentato i timori di un balzo potenziale dei rendimenti dei bond sovrani, soprattutto italiani, spagnoli e portoghesi.

Ma la reazione, anche secondo altre fonti sentite da Reuters, sarebbe stata eccessiva, tanto che la Bce sarebbe propensa, in occasione del prossimo meeting, a ribadire di essere ben lontana dal porre fine alla sua politica monetaria ultra-accomodante.

Secondo le fonti, la Bce non apporterà inoltre alcun cambiamento nel suo messaggio ai mercati almeno fino al mese di giugno. 

E’ vero che le speculazioni sono state alimentate anche da alcune dichiarazioni degli stessi membri del Consiglio direttivo della Bce, che hanno confermato i timori degli investitori.

In particolare, le preoccupazioni sono aumentate sulla scia delle parole del numero uno della Banca centrale austriaca Ewald Nowotny, che ha sottolineato che la Bce potrebbe “anche decidere di alzare prima il tasso sui depositi rispetto ai tassi di rifinanziamento”.

A quel punto, Peter Praet, responsabile economista della Bce, ha tentato di contenere i danni, lasciando intendere l’intenzione, da parte della banca centrale, di aspettare la fine del QE prima di imbarcarsi in qualsiasi manovra di politica monetaria restrittiva.

Un’altra fonte di Reuters ha segnalato inoltre che è vero che l’inflazione è risalita (gli ultimi dati indicano un aumento del 2% dell’indice dei prezzi al consumo, praticamente oltre il valore desiderato da Mario Draghi & Co, che è poco al di sotto della soglia del 2%)  ma che, tenendo in considerazione anche il trend dei prezzi del petrolio, “siamo lontani dal dover preoccuparci di una inflazione eccessiva”.

E se al momento lo spread Italia-Germania è in rialzo (+0,73%, a 178,70 punti base) non è per il rialzo dei tassi italiani (i rendimenti dei BTP a 10 anni sono infatti in calo, scendendo dello 0,88% al 2,13%), quanto piuttosto perchè i tassi sui Bund decennali assistono a un vero e proprio scivolone, cedendo oltre l’8% allo 0,35%.

Tonfo rendimenti Bund dopo report Bce

In calo, oltre all’euro, anche i titoli bancari, che hanno beneficiato invece di recente delle speculazioni su un rialzo dei tassi più o meno imminente da parte della Bce, in quanto la politica di tassi negativi aveva messo KO soprattutto la redditività delle banche.  I titoli, dopo il report esclusivo di Reuters, peggiorano. Sul Ftse Mib di Piazza Affari cedono Banco BPM -0,52%, Bper Banca -1,98%, Intesa SanPaolo -1,02%, Ubi Banca e Unicredit cedono lo 0,97%. 

Le indiscrezioni rilasciate dalle fonti della Bce presentano un istituto centrale deciso non solo ad agire, ma anche a comunicare in modo cauto, visto il modo con cui hanno reagito i vari asset finanziari dopo l’ultima riunione di marzo.

“Un minimo cambiamento nella comunicazione viene gonfiato in modo sproporzionato – ha detto una delle fonti – Esiste un rischio di comunicazione e a questo punto chiederei di agire per la stabilità”.