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Euro sui minimi da quattro anni, riflettori accesi sulla riunione dell’Ecofin

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L’euro viaggia sui minimi da quattro anni nei confronti del dollaro sotto la soglia di 1,23. A pesare sulla divisa unica, che da gennaio ha subito un deprezzamento del 14% rispetto al biglietto verde, sono ancora una volta i timori per le possibili conseguenze di una crisi del debito sovrano all’interno dell’Eurozona.

Gli investitori, dopo una buona accoglienza, sono tornati scettici sul piano da 750 miliardi varato dall’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale per respingere gli attacchi speculativi contro i Paesi più deboli della zona euro. I Paesi che preoccupano maggiormente il mercato per la delicata situazione delle loro finanze pubbliche sono sempre gli stessi: Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia.

In questo quadro di incertezza l’euro è scambiato a 1,2281 dollari (1,2442 la chiusura di venerdì). In discesa anche il cross con lo yen a 113,04 (114,34). La moneta unica tratta inoltre a 0,8542 sterline (0,8533) e 1,4006 franchi svizzeri (1,4018). In crescita invece il biglietto verde a 92,13 nei confronti della divisa giapponese.

Il week end è stato come al solito caratterizzato dalle dichiarazioni contrastanti di ministri e capi di Stato europei. Ad aprire le danze la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, secondo cui il maxi piano da 750 miliardi garantirà solo un po’ di tempo in più per risolvere i problemi di Atene.

A ruota sono arrivate le dichiarazioni di Christine Lagarde, ministro dell’Economia francese, che ha rassicurato che l’euro non è a rischio, sottolineando come i Paesi dell’Eurozona “vogliono difendere la moneta unica”. Oggi i riflettori saranno tutti puntati su Bruxelles, dove si riuniranno di nuovo i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per analizzare lo scivolone dell’euro e la delicata situazione delle finanze pubbliche di alcuni Paesi dell’area euro.

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