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Euro stabile sotto 1,22 dollari, riflettori accesi sugli Stati Uniti

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Il dollaro si conferma la moneta del momento e gli investitori sono in attesa dei dati sul mercato del lavoro statunitense. Protagonista di oggi è quindi l’America, che inizia ad essere preoccupata della delicata situazione delle finanze pubbliche di alcuni Paesi dell’Eurozona. Ma anche il debito di Washington non è una barzelletta, visto che è ormai vicino al 90% del Prodotto interno lordo. Un argomento che, non a caso, ha caratterizzato gli ultimi discorsi del governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, e del segretario al Tesoro, Timothy Geithner.

L’euro ha iniziato la giornata praticamente sui livelli di ieri, scambiando a 1,2186 dollari. Alle 14.30 tutti gli occhi del mercato saranno rivolti Oltreoceano. Grande attesa per il dato sulla disoccupazione di maggio, vista in lieve calo a 9,80% dal 9,90% di aprile, mentre alla stessa ora verranno pubblicati anche la variazione dei salari non agricoli (previsti in forte crescita a 500 mila), di quelli del settore privato (consensus 210 mila da 231 mila) e della manifattura, che dovrebbero scendere a 35 mila dai precedenti 44 mila.

Ieri, invece, le indicazioni arrivate dalla stima dell’Automatic Data Processing (ADP), che ha registrato a maggio un rialzo degli occupati nel settore privato di 55 mila unità, e quelle del Dipartimento del Lavoro, con le nuove richieste di sussidio in calo a 453 mila, sono risultate sostanzialmente in linea con le stime degli analisti. Va poi tenuto prensente che nel caso della stima ADP il dato precedente è stato rivisto al rialzo da 32 a 65 mila.

L’euro sta inoltre guadagnando terreno (+0,24%) sullo yen a 113,02. Il Giappone ha un nuovo premier: il Parlamento nipponico ha infatti eletto Naoto Kan, che fino ad oggi ha rivestito il ruolo di ministro delle Finanze, a primo ministro. Secondo gli economisti, questa nomina spingerà il Paese asiatico verso manovre di consolidamento fiscale. Kan ha più volte fatto sapere di essere a favore di uno yen debole in modo da favorire le esportazioni. Infine la moneta unica è sostanzialmente invariata nei confronti del franco svizzero (1,4069) e della sterlina (0,8324).