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Euro crede in tapering QE, supera $1,14 a record da Brexit. Boom sterlina dopo Bank of England

L’analista: “ci vuole più di fonti anonime della Bce per raffreddare il desiderio di scommettere sull’euro e di smobilizzare il dollaro”.

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Euro in rialzo per la terza sessione consecutiva, mentre gli investitori cercano di capire quali siano le vere intenzioni della Bce. Ostaggio della banca centrale è anche la sterlina, che vola verso nuovi record dopo il comunicato della Bank of England, che ha segnalato la possibilità di un rialzo dei tassi.

Euro supera $1,14, scommette su riduzione QE Bce

La moneta unica ha superato la soglia di $1,14, volando al record in più di un anno. Nel pomeriggio di ieri il dubbio che i mercati avessero frainteso le parole proferite da Mario Draghi lo scorso martedì, aveva scatenato un improvviso dietrofront dell’euro dai massimi intraday.

Ma la sessione si è conclusa in modo positivo per il cambio eur-usd, che oggi continua a puntare verso l’alto.

D’altronde, Draghi ha detto chiaramente che la reflazione dell’economia dell’Eurozona ha creato spazio per la riduzione degli stimoli monetari.

E, nel parlare di nuovo mercoledì, non ha ritrattato quei commenti, anche se diversi funzionari e fonti vicine alla Bce hanno sottolineato che la reazione dei mercati è stata esagerata.

Euro-dollaro al record dalla Brexit

Detto questo, intervistato da Bloomberg, Sean Callow, strategist senior del mercato valutario presso Westpac Banking, a Sidney, ha sottolineato che:

“ci vuole più di fonti anonime della Bce per raffreddare il desiderio di scommettere sull’euro e di smobilizzare il dollaro. Molti investitori guardano con interesse ai meeting trimestrali chiave di settembre, e alla prospettiva che non ci sarà alcuna mossa dalla Fed, mentre la Bce probabilmente lancerà il tapering sul Quantitative easing (QE)”.

L’euro è balzato fino a quota $1,1425, al massimo dal periodo della Brexit, ovvero dal giugno del 2016.

Sterlina a un passo da $1,30. Si scommette su rialzo tassi UK

Acquisti scatenati anche sulla sterlina, che è salita per la settima sessione consecutiva, sulla scia delle dichiarazioni di Mark Carney, numero uno della Bank of England, che ha affermato che c’è un limite alla tolleranza della banca centrale nell’accettare un’inflazione che sia superiore al target prefissato.

Le parole di Carney hanno scatenato le scommesse degli investitori sulla decisione della BoE, prima o poi, di alzare i tassi. I buy hanno fatto ritornare così la valuta britannica ai livelli precedenti l’elezione UK dello scorso 8 giugno, con il rapporto sterlina-dollaro a un passo da $1,30, a $1,2974.

Così commenta in un’intervista a Bloomberg Lee Hardman, strategist del forex presso MUFG a Londra:

“Il commento più da falco è qualcosa che offre un maggior sostegno alla sterlina nel breve termine. Probabilmente la Bank of England è vicina ad alzare i tassi più di quanto molte persone pensino”.

Tanto che Hardman ritiene che la sterlina potrebbe salire fino a $1,35. La valuta è avanzata sul dollaro fino a $1,2995, al record dallo scorso 25 maggio; la prima resistenza secondo gli analisti è fissata in corrispondenza del massimo del 25 maggio, a $1,3015.

L’euro è poco mosso nei confronti della sterlina, a 0,8806; il primo supporto tecnico, secondo Bloomberg, è individuato a 0,8772, il minimo testato lo scorso mercoledì.

Puntano verso l’alto anche i tassi decennali sui Gilts, che salgono per la terza sessione consecutiva. I rendimenti viaggiano attorno all’1,2%, dopo aver testato l’1,21%, al massimo dallo scorso 9 maggio.