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Euro scatta in avanti e zavorra borse europee. Azionario globale sconta minaccia credit crunch Cina

Alta tensione sul mercato dei titoli di stato, con i tassi decennali cinesi che hanno testato il massimo in tre anni.

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Piazza Affari sotto pressione insieme all’azionario europeo, che riporta la sua sesta seduta di ribassi, zavorrato dal rialzo dell’euro. La moneta unica guarda ai dati macro europei positivi, in particolare alla continua solidità dell’economia tedesca, e accelera al rialzo.

L’impatto, sullo Stoxx Europe 600, è negativo: nell’indice di riferimento dell’azionario europeo sono presenti diversi titoli di società europee esportatrici, che certamente non guardano all’apprezzamento dell’euro come a una buona notizia. Lo Stoxx Europe 600 Index scivola fino a testare il minimo in sette settimane, mentre il Dax di Francoforte cala al valore più basso in quasi tre settimane.

Nei confronti del dollaro, l’euro è salito fino a $1,1761, al record in quasi tre settimane e in rialzo per la quinta sessione consecutiva. Il guadagno, pari a +0,8%, è il più sostenuto in quasi 10 settimane.

Ma oggi l’azionario globale, Wall Street inclusa, è azzoppato anche da alcuni dati che sono arrivati dal fronte economico della Cina, e che si sono confermati peggiori delle attese. La loro pubblicazione ha avuto un effetto immediato su alcuni asset finanziari: alta tensione, in particolare, sul mercato cinese dei titoli di stato, con i tassi decennali saliti al massimo in tre anni e le quotazioni del rame che sono scese.

Così ha commentato la pubblicazione dei dati Peter Boockvar, responsabile analista dei mercati presso Lindsey Group, stando a quanto riporta il sito Cnbc:

“Se davvero assisteremo a una crescita più debole del credito, inevitabilmente l’economia cinese si indebolirà. E ora stanno aumentando anche i tassi di interesse”.

I tassi sono saliti scontando secondo alcuni analisti la possibile decisione della banca centrale cinese, People’s Bank of China, di alzare i tassi il prossimo anno, per evitare che i flussi di capitale si dirigano in mercati dove i rendimenti sono più appetibili.

La prospettiva alimenta più di qualche preoccupazione, visto che proprio ieri è stato diffuso un report che ha indicato come, nel mese di ottobre, i prestiti delle banche cinesi siano scesi oltre le previsioni.

Il trend dei dati economici rimane decisamente solido, soprattutto se paragonato a quelli delle economie occidentali. Tuttavia, il rallentamento dei fondamentali è confermato.

Nel mese di ottobre, le vendite al dettaglio sono salite, su base annua, del 10%, contro il +10,5% atteso e al ritmo più debole dal febbraio del 2006.

Gli investimenti in asset fissi hanno centrato le attese di un rialzo del 7,3%, rallentando rispetto al +7,5% di settembre e soffrendo il trend più contenuto dal febbraio del 2000.

La produzione industriale è avanzata del 6,2%, contro il +6,3% stimato.