1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Euro ritraccia da record dal 2015 su rumor tapering Bce. Trichet: “è il dollaro il vero problema”

Mario Draghi opterà in ogni caso per un tapering del QE, o Quantitative Tightnening, graduale. Il motivo? Evitare un’impennata eccessiva dell’euro, che potrebbe far deragliare la ripresa economica.

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La Bce annuncerà l’avvio di un tapering ad ottobre. Il valore mensile degli asset che la banca centrale acquista attraverso il piano di Quantitative easing inizierà a essere ulteriormente ridotto (già ad aprile in realtà era stato abbassato dagli iniziali $80 miliardi al mese a $60 miliardi) dopo dicembre. E’ quanto emerge da un sondaggio di Reuters, secondo cui sono 44 su un totale di 66 economisti interpellati a ritenere che l’annuncio avverrà a ottobre: 15 credono invece che l’annuncio arriverà già in occasione del meeting imminente della Bce, in calendario il prossimo giovedì 7 settembre, mentre cinque guardano a dicembre.

Mario Draghi opterà in ogni caso per un tapering del QE, o Quantitative Tightnening, graduale. Il motivo? Evitare un’impennata eccessiva dell’euro, che potrebbe far deragliare la ripresa economica in corso in Eurozona, minando le esportazioni.

Tutti gli economisti concordano comunque sul fatto che l’effettiva esecuzione del tapering avverrà dopo dicembre e la maggioranza è compatta nel prevedere che l’operazione proseguirà per tutto l’anno prossimo, per concludersi entro la fine del 2018.

Oltre al sondaggio, sempre Reuters ribadisce – sulla base di tre fonti vicine alla Bce – che Mario Draghi & Co. lanceranno un tapering molto lentamente, al fine di evitare troppi scossoni – e soprattutto rally – dell’euro. Una delle fonti lo ha detto anche chiaramente, sebbene Draghi abbia sempre pubblicamente riferito che compito della Bce non è quello di concentrarsi sul rapporto di cambio, ma centrare il target di inflazione, fissato a poco meno del 2%.

“Il tasso di cambio è un problema che sta diventando sempre più grande, che rende la Bce meno favorevole a una uscita (dal QE) e che invita ad adottare una opzione graduale”.

Un’altra fonte ha affermato che “l’enorme apprezzamento dell’euro sta già provocando una stretta monetaria ed è equivalente a un aumento dei tassi”.

L’euro ha guadagnato +13% nei confronti del dollaro dall’inizio dell’anno, proprio scommettendo sulla fine del piano di Quantitative easing della Bce. La moneta è vokata fino a $1,2069, testando il record degli ultimi due anni e mezzo, prima di tornare sotto la soglia di $1,19, area in cui continua a rimanere.

Intanto, in occasione dell’avvio dell’Ambrosetti Forum a Cernobbio, l’ex presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha commentato il rally dell’euro, mostrandosi fiducioso nei confronti della ripresa dei fondamentali economici in Eurozona:

“Le cose stanno andando bene sotto tutti i punti di vista. Detto questo, credo che la difficoltà degli Stati Uniti, e in particolare l’esitazione a varare un nuovo piano fiscale e di investimenti, unito agli ostacoli dell’amministrazione, stiano giocando un ruolo importante”.

Secondo Trichet, nel rapporto euro-dollaro, c’è un problema che “riguarda chiaramente il dollaro”, e che ovviamente incide sul rafforzamento della moneta unica. Trichet ha detto tuttavia che la Bce non sta riuscendo ancora a raggiungere il target di inflazione, lanciando anche un motivo all’intera Europa, incapace di fare riforme. E lancia un allarme, invitando l’Eurozona a non continuare a fare troppo affidamento sulla stampella della Bce.

“Questa politica monetaria accomodante non durerà per sempre, e tutti i governi dovranno essere preparati quando non ci sarà più”. La mancanza di riforme, in Europa, è considerata dall’ex numero uno della Bce “una disgrazia”.