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Euro oscilla attorno a $1,18. Rabobank taglia outlook. Dollar Index ritraccia da record cinque mesi

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Focus sull’euro, che segna prima una ripresa per poi azzerare i guadagni.

Stamattina la moneta unica è salita fino a riagguantare la soglia di $1,18, attorno a $1,1827, dopo essere scivolata ieri a $1,1715, al valore più basso dal novembre del 2017.

L’euro torna a rallentare nel pomeriggio sul dollaro, perdendo ancora quota $1,18, e al momento è piatto a $1,1787.

Il dollaro è sotto pressione nei confronti dello yen, cede alle 15.40 ora italiana lo 0,15%, a JPY 110,88: la valuta Usa perde quota anche sulla sterlina, con il rapporto GBP-USD in rialzo dello 0,16%, a $1,3448.

L’indebolimento del biglietto verde si spiega con il ritracciamento dei tassi sui Treasuries decennali dal record degli ultimi sette anni, al 3,128%, che è stato testato lo scorso venerdì (ieri i tassi viaggiavano attorno al 3,074%).

Il Dollar Index è scambiato attorno a 93,367, in flessione rispetto al massimo degli ultimi cinque mesi, testato alla vigilia a 94,058 punti.

Da segnalare che il dollaro è salito del 5,4% dalla metà di febbraio, riportando il rialzo più forte dal 2015.

Intanto, in una nota ai clienti, gli analisti di Rabobank comunicano di aver rivisto al ribasso l’outlook sull’euro-dollaro a $1,15.