Euro in rialzo in attesa delle aste europee, Cina non cederà alle pressioni sullo yuan

Inviato da Redazione il Mer, 14/04/2010 - 10:49

Euro in rialzo su dollaro e yen, con i conti positivi di Intel che spingono gli investitori verso valute più rischiose in attesa di alcuni dati macroeconomici Usa (inflazione e vendite al dettaglio) e del Beige Book, il consueto rapporto della Federal Reserve sullo stato di salute dell'economia americana. La moneta unica tratta a 1,3644 dollari (1,3560 chiusura di ieri), 127,49 yen (126,44), 0,8849 sterline (0,8824) e a 1,4356 franchi svizzeri (1,4345). Grande attesa anche per le aste europee in programma questa mattina. Il Tesoro italiano colloca Btp quinquennali per un importo compreso tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro e titoli a 15 anni per 1,5-2,5 miliardi. Dalla Germania sono in arrivo bund quinquennali per 7 miliardi e, a completare il quadro, dal Portogallo 1,5-2 miliardi di euro di governativi sulle scadenza 2012 e 2020.

La Cina non cederà alle pressioni internazionali sul livello dello yuan. E' quanto ha dichiarato il ministro aggiunto degli Affari esteri cinesi, Cui Tiankai, dopo che il presidente americano Barack Obama ha giudicato sottovalutata la moneta cinese. "In relazione a questa questione, non è giustificato che l'estero faccia pressione sulla Cina, non agiremo sotto pressione", ha detto Cui alla stampa all'indomani dell'incontro bilaterale che si è tenuto a Washington tra Obama e il presidente cinese Hu Jintao.

Sul fronte greco, secondo quanto scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt, i ministri delle Finanze della zona euro non escludono la necessità di aumentare i crediti a favore di Atene a un totale di 90 miliardi di euro suddivisi su più anni. I 30 miliardi annunciati domenica sarebbero quindi solo "un primo passo" e la fattura finale "potrebbe essere di due volte superiore", secondo una fonte del Consiglio dei ministri tedesco citata dal giornale. Non solo, "non è escluso che la cifra salga a 90 miliardi", aggiunge Handelsblatt, citando questa volta fonti vicine alla Commissione Europea. Nel corso della loro conference call i ministri delle Finanze hanno in effetti discusso di un sostegno alla Grecia "per un periodo di tre anni", necessario ad Atene per risanare i conti pubblici.

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