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Euro in crisi? La soluzione è l’Euro-bis (M&G)

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La moneta unica risponde a criteri più politici che economici. Come abbandonarla in modo poco deleterio, salvando l’unità monetaria europea? Se lo è chiesto Richard Woolnough di M&G Investments, e ha proposto la sua soluzione: un “Euro-bis” necessario alle transazioni transnazionali nell’Eurozona ma in grado di bilanciare le conseguenze del crollo della moneta unica tra risparmiatori e debitori. “Questo paniere di valute che chiamiamo Euro-bis succederebbe all’Euro in modo simile a quanto questo ha fatto con l’ECU – si legge nel commento. – Il paniere valutario che formerà l’Euro bis potrebbe essere basato sul contributo di ciascun Paese dell’area Euro al capitale della BCE”. Ogni Paese infatti dà un diverso contributo alla Banca Centrale Europea, dagli 1,4 miliardi di euro della Bundesbank al miliardo della banca centrale francese, ai circa 930 milioni della Banca d’Italia fino al minor contribuente, la piccola Malta con circa 4,7 milioni di euro di contributi. Di fronte a un euro che, come diceva mercoledi scorso il ministro degli esteri britannico William Hague, è un “edificio in fiamme senza uscite”, secondo l’esperto di M&G “le autorità devono necessariamente prendere in esame un piano B che possa almeno mitigare il disastro che un’introduzione disordinata delle monete nazionali provocherebbe. L’esistenza dell’Euro-bis quale piano B alternativo, anche se non venisse mai applicato, fornirebbe minori elementi negativi rispetto alle teorie attuali e aiuterebbe quindi la stabilità dei mercati”.