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Euro in attesa di notizie dal vertice di Bruxelles

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Movimenti contenuti all’interno del mezzo punto percentuale questa mattina sui mercati valutari, per quanto riguarda i cross che vedono coinvolto l’euro. Solo il dollaro australiano si mette in luce dopo la pubblicazione del dato sulla disoccupazione, scesa a sorpresa al 5,3% in gennaio contro attese per un rialzo al 5,5%. Nei confronti del dollaro Usa l’euro guadagna lo 0,10% circa senza riuscire a riaffacciarsi sopra la soglia di 1,38. Stesso bilancio per l’euro/yen, +0,10% circa.

Gli operatori rimangono in attesa di indicazioni dal vertice che si svolgerà oggi a mezzogiorno a Bruxelles tra il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet e i ministri finanziari dei 27 membri dell’Unione europea. Assodato l’intervento a favore della Grecia e degli altri Paesi finiti al centro dell’attenzione per i livelli di indebitamento, rimane da decidere la forma che l’intervento dovrà prendere.

Tra le ipotesi più gettonate, secondo quanto riportato da un report di Banca Intesa, l’offerta di garanzie sulle nuove emissioni obbligazionarie, la sottoscrizione da parte degli altri membri dell’Eurogruppo di tutto o parte del nuovo debito in emissione, l’erogazione di un prestito ponte e l’anticipo di fondi strutturali Ue.
In particolare la prima opzione appariva nei giorni scorsi la più gradita in quanto capace di raggiungere l’obiettivo di calmare la speculazione sui mercati senza essere nel contempo troppo onerosa e in vista dei rifinanziamenti del debito attesi nei prossimi mesi. Ad aprile la Grecia ha in scadenza un bond da 12 miliardi di euro.

Il segnale è comunque stato correttamente colto sui mercati. Oltre alla reazione dell’euro, riportatosi brevemente sopra 1,38 nella seduta di martedì, i Credit Default Swap a cinque anni sulla Grecia sono ridiscesi verso 350 punti dopo essere saliti, nei giorni scorsi fino a 425.

Al di là delle vicende contingenti dell’allarme debito, i motivi di forza per l’euro rimangono ben pochi. Nel testo sulla relazione che Ben Bernanke, il numero uno della Fed terrà davanti alla Commissione Servizi Finanziari del Congresso Usa, l’indicazione di un possibile lieve innalzamento del tasso di sconto (0,50% allo stato attuale) se non rappresenta un cambiamento di direzione nella politica monetaria è comunque un primo segnale che Oltreatlantico ci si comincia a muovere mentre in Europa di rimane in attesa dei dati sul Pil del IV° trimestre 2009 che verranno diffusi domani.

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