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Euro in area 1,38 dollari dopo decisione Fed, yen debole su mossa Boj

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L’euro avanza a discapito del dollaro, sfiorando quota 1,38. La ripresa della moneta unica è iniziata ieri, dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare i Fed Funds all’interno della forbice 0-0,25% ed il tasso di sconto allo 0,75% per un periodo di tempo “esteso”. L’istituto guidato da Ben Bernanke ha inoltre affermato che vede un ritmo di ripresa moderato per un certo tempo, ma anche che l’attività economica ha continuato a rafforzarsi e il mercato del lavoro a stabilizzarsi. Questa mattina l’euro viaggia a 1,3773

Secondo gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo “questa decisione potrà pesare sul biglietto verde nel breve, ma non appena emergeranno spunti sufficienti a convincere il mercato che difficilmente altre importanti banche centrali potranno permettersi di alzare i tassi prima della Fed, la divisa statunitense sarà in grado di recuperare quanto sta cedendo ora”. E’ il “periodo esteso”, precisano gli analisti, che pesa sul dollaro e favorisce l’euro, perché la Banca centrale europea non si spinge a essere così, paradossalmente, “precisa”.

La decisione di mantenere i tassi invariati è giunta questa mattina anche dal Giappone. La Bank of Japan (Boj) ha allentato ulteriormente la politica monetaria rispondendo alle pressioni del governo per sostenere l’economia, lasciando invariato il tasso di riferimento allo 0,1%. L’istituto ha però raddoppiato a 20 mila miliardi di yen (163 miliardi di euro) i fondi a disposizione delle banche per prestiti a 3 mesi. Si tratta di un dispositivo straordinario, introdotto lo scorso dicembre, finalizzato a combattere la deflazione. La mossa ha subito indebolito lo yen nei confronti del dollaro e dell’euro. Questa mattina la moneta nipponica scambia a 124,65 sull’euro e a 90,40 nei confronti del dollaro.

L’agenda macro di oggi non presenta nessun dato di rilievo, dopo questi ultimi importanti appuntamenti. Questa mattina si attende l’indice Ilo sulla disoccupazione in Gran Bretagna, mentre nel pomeriggio l’attenzione sarà concentrata sui dati Usa con l’indice dei prezzi alla produzione e le scorte settimanali di greggio.