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L’euro guadagna terreno come moneta di riserva (Fondionline.it)

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Dal suo debutto (avvenuto nel 1999) come divisa dei dodici paesi dell’Unione Europea, l’euro è passato da una quota del 17,9% delle riserve mondiali di divise al 25,8% registrato alla fine del 2006. Seguendo una direzione simmetrica, la quota del dollaro Usa è passata dal 71% al 64,7% delle riserve. Distanziate di molto, le altre due divise principali che fanno parte dei panieri delle riserve, lo yen giapponese e la sterlina britannica, hanno sperimentato un calo delle rispettive quote. La sterlina, con una quota pari al 4,4% delle riserve totali, è riuscita a superare lo yen (penalizzato dalla presenza di tassi di interesse prossimi allo zero nell’ultimo decennio).
Un report curato dall’Ufficio Studi di Deutsche Bank conferma che l’euro è riuscito ad innescare un effetto sinergico rispetto al paniere di monete (ormai scomparse) che componevano il Sistema Monetario Europeo. Nel 1998, franco francese, marco tedesco, lira italiana, peseta spagnola e compagnia assorbivano il 18% delle riserve (quasi otto punti in meno rispetto al dato dell’euro). Il guadagno è ancor più meritorio se si tiene conto che, tra il 2001 e il 2006, le riserve mondiali in divisa sono cresciute del 150%, fino a superare i cinque bilioni di dollari. La percentuale contrasta con l’evoluzione più modesta registrata dal commercio mondiale (+66%) e del Pil nominale (all’incirca il 40%). I curatori dello studio sostengono che l’euro rappresenterà una quota compresa tra il 30% e il 40% delle riserve mondiali entro il 2010. (segue).