Euro forte e margini di raffinazione in calo deprimono il trimestre di Eni

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 31/10/2007 - 08:47
Quotazione: ENI

Terzo trimestre all'insegna del rallentamento del ritmo di crescita per Eni. Il colosso petrolifero italiano ha infatti chiuso il periodo con un utile netto di 2,15 miliardi di euro, in calo dell'11,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Euro forte e margini di raffinazione in flessione hanno impattato sui risultati, come ha ricordato l'amministratore delegato Paolo Scaroni: ""I risultati del terzo trimestre confermano la capacità di Eni di generare solidi risultati anche in uno scenario caratterizzato dall'apprezzamento dell'euro sul dollaro, che ha più che compensato il rialzo del prezzo del petrolio, e dalla flessione dei margini di raffinazione e di commercializzazione del gas".

Stando ai dati forniti dalla stessa Eni nel periodo considerato euro ha registrato un apprezzamento nei confronti del dollaro del 7,9%, mentre la quotazione media del Brent ha avuto un aumento del 7,7%. Negli stessi mesi il margine di raffinazione del Brent è invece calato del 5,4%.

Tutto ciò non ha impedito a Scaroni di dichiararsi ottimista per l'intero esercizio: "Eni continua a rafforzarsi nei suoi mercati di riferimento e nelle aree petrolifere con i più elevati tassi di sviluppo al mondo. Sono fiducioso che il 2007 sarà per l'azienda un altro anno eccellente."

 

Nel dettaglio dei numeri presentati dalla società, l'utile operativo adjusted di 4,25 miliardi è diminuito del 17,2% rispetto al terzo trimestre 2006 per effetto della flessione della performance operativa registrata in particolare nei settori Exploration & Production, a causa dell'impatto negativo dell'apprezzamento del 7,9% dell'euro rispetto al dollaro, della minore produzione venduta e dei maggiori costi e ammortamenti; e Refining & Marketing, per effetto essenzialmente della flessione dei margini di raffinazione.

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