1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

L’euro fatica a risollevarsi. Si temono ripercussioni politiche fiscali su crescita Eurolandia

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Prosegue il momento negativo dell’euro che staziona ancora nei pressi dei minimi a 9 mesi rispetto al dollaro. Il cross euro/dollaro si sta mantenendo in questa prima parte della giornata a cavallo di quota 1,36 dollari in attesa delle risultanze che arriveranno dal vertice odierno tra i ministri delle Finanze dell’Unione Europea. Venerdì la Moneta Unica Europea aveva toccato un minimo a 1,3532 dollari, livelli che non vedeva dallo scorso 8 maggio.

 

Dall’incontro tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona, in programma oggi pomeriggio alle 17.00, si attendono ulteriori dettagli sulle modalità dell’intervento di supporto alla Grecia. Settimana scorsa era stato il turno dei capi di Stato e di governo che a margine dell’incontro avevano confermato l’appoggio pieno allo Stato ellenico, senza però sostenere per il momento nessun esborso finanziario. La reazione dell’euro è stata negativa nonostante i segnali di miglioramento arrivati dal mercato obbligazionario e dai Cds (Credit Default Swap) sulla Grecia. “Il mercato ora valuta meno probabile un default della Grecia – rimarcano oggi da Barclays Capital – perché si ritiene che l’Ue salverà la Grecia nel caso la situazione peggiori”. Di contro, prosegue nel suo ragionamento Barclays Capital, questo coinvolgimento “creerà maggiori pressione sulle finanze pubbliche dei Paesi chiave dell’area euro come la Germania” e inevitabilmente queste attese mettono sotto pressione l’Euro. La casa d’affari britannica ha così deciso di rivedere al ribasso le proprie previsioni sull’euro a 12 mesi (da 1,45 a 1,40 dollari) ritenendo inoltre che l’implementazione di politiche fiscali restrittive in Grecia, Spagna e Portogallo possa portare le loro economie nuovamente in recessione.

 

Venerdì è arrivata la conferma che la ripresa economica nell’eurozona è più debole del previsto. Il pil di Eurolandia è salito solo dello 0,1% nel quarto trimestre del 2009 rispetto al +0,3% atteso. Invariato il pil tedesco, mentre quello italiano è sceso dello 0,2% t/t e quello greco dello 0,8% t/t. Debole anche il dato sulla produzione industriale dell’Eurozona a dicembre, scesa a sorpresa dell’1,7%.