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Euro e dollaro sull’ottovolante

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La decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi d’interesse di riferimento Usa invariati nella forchetta 0-0,25% e le conferme date da Bernanke sul miglioramento della congiuntura hanno favorito il nuovo apprezzamento del dollaro rispetto alle principali valute. In particolare l’euro/dollaro scambia nelle prime fasi della seduta odierna a 1,4407 (-0,80%) mentre il cable (sterlina/dollaro) passa di mano a 1,6215 (-0,65%). La decisione sui tassi era ampiamente prevista dal mercato. La Federal Reserve ha confermato di voler mantenere i Fed Funds ad un livello ”eccezionalmente basso” per un ”esteso periodo di tempo” nonostante il significativo miglioramento dell’attività economica. Per quanto concerne le politiche di exit strategy dai piani di sostegno all’economia la Banca Centrale Usa ha ricordato ai mercati che la gran parte degli strumenti con cui ha immesso liquidità aggiuntiva sul mercato saranno gradualmente rimossi a partire dal nuovo anno.
Allo forza del dollaro si contrappone la nuova battuta d’arresto dell’euro sul quale pesa il declassamento del rating della Grecia annunciato nella serata di ieri da Standard & Poor’s. Gli analisti hanno tagliato il rating sul Paese ellenico da “A-” a “BBB+” con credit watch negativo. S&P ha comunicato inoltre che il giudizio potrà essere ridotto ulteriormente se non ci sarà sostegno politico all’attuazione del programma fiscale di risanamento dei conti pubblici. Il debito pubblico ammonta a 240 miliardi di euro ed è pari a circa il 130% del Pil.

Il calendario economico di oggi vede in primo piano l’indice Philadelphia Fed di dicembre. La lettura è attesa a 16 punti, praticamente invariata rispetto a 16,7 punti del mese di novembre quando l’indice aveva registrato un balzo record. Questo indicatore misura le condizioni del settore manifatturiero all’interno del distretto di Philadelphia, ossia il terzo più ampio di tutti gli Stati Uniti e nasce da un indagine condotta dalla Fed di Philadelphia sulle condizioni generali di salute dell’economia. Chi aderisce all’intervista, deve indicare, secondo la propria valutazione, i cambiamenti rispetto al mese precedente e le previsioni per i successivi sei mesi.
Da monitorare inoltre il dato relativo alle richieste settimanali di nuovi sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti dopo il miglioramento del mercato del lavoro registrato nel mese di novembre. Il tasso di disoccupazione è sceso al 10% mentre le perdite di posti di lavoro sono state soltanto 11mila rispetto dopo un calo di 111.000 unità registrato in ottobre.