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Euro buca $1,18, smobilizzo di posizioni long. Dopo elezioni tedesche a rischio asse Merkel-Macron

Si vende euro in attesa sia del discorso del presidente francese che del numero uno della Fed, Janet Yellen.

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Capitombolo dell’euro che, dopo aver sofferto alla vigilia la sessione peggiore dell’anno con un calo -0,9%, scivola al minimo in un mese nei confronti del dollaro, bucando quota $1,18. Attesa per i discorsi, nelle prossime ore, del presidente francese Emmanuel Macron e della numero uno della Fed, Janet Yellen.

L’esito delle elezioni federali tedesche di domenica continua a essere scontato dalla moneta unica, simbolo dell’integrazione europea e vulnerabile, proprio per questo, a qualsiasi fattore che metta in dubbio la ragion d’essere stessa dell’Europa.

Il successo del partito di estrema destra Alternative fur Deutschland, e tutte le difficoltà in cui si presume Angela Merkel dovrà affrontare per formare un governo, mettono a dura prova l’appetibilità dell’euro.

La moneta unica scende di mezzo punto percentuale circa nei confronti del dollaro, fino a $1,1791, mentre il dollaro si rafforza sullo yen, risalendo sopra la soglia di JPY 112.

La Germania potrebbe impiegare mesi, avvertono gli analisti, ad avere un nuovo esecutivo: accanto al rischio ingovernabilità, c’è poi il rischio compromesso.

Merkel, al suo quarto mandato per governare il paese, sarà costretta a formare una coalizione con i verdi e i liberali dell’FDP e dunque a limare necessariamente le sue convinzioni, incluse quelle più europeiste. Quale effetto sull’asse Germania-Francia?

Non è un mistero che i liberali dell’FDP non amino le idee che il presidente francese Emmanuel Macron – il cui discorso è atteso in giornata – ha riguardo all’Europa: nei piani di Macron rientrano, tra le altre cose, la creazione di un budget dell’Eurozona e, anche, la nomina di un ministro delle Finanze dell’intera area.

Quale sarà la visione europea, si chiedono economisti e politici, che Merkel dovrà sacrificare, per stringere un’alleanza con i liberali?

L’euro accusa il colpo e buca anche la soglia di $1,18, dopo essere scivolata sotto $1,19 dopo le elezioni tedesche . Si fa così sempre più ampia la distanza da quel record degli ultimi due anni e mezzo testato subito dopo il meeting del Consiglio direttivo della Bce, lo scorso 7 settembre, a quota $1,2092.

La valuta europea scende al di sotto della media mobile a 55 giorni per la prima volta in cinque mesi, con gli investitori che continuano a smobilizzare le posizioni long accumulate.

In attesa del discorso del numero uno della Fed, Janet Yellen – atteso per le 12.45 ora di New York a Cleveland -, che si incentrerà sull'”inflazione, l’incertezza e la politica monetaria”, si cerca di vendere euro: moneta che, secondo quanto ha riferito alla Cnbc Thu Lan Nguyen, strategist del mercato valutario presso Commerzbank, deve tra l’altro il suo apprezzamento superiore a +10% dalla vittoria di Macron già al primo round delle elezioni francesi, proprio alle speranze di una maggiore integrazione dell’Eurozona.

Così la strategist:

“L’euro ha continuato a salire dalle elezioni francesi, sulla scia delle dichiarazioni di Macron favorevoli all’Unione fiscale. E c’è ora qualche incertezza sui mercati, alla luce dei risultati delle elezioni tedesche”.

D’altro canto si fanno più forti le speculazioni sulle strette monetarie della Fed tanto che, in vista del discorso di Yellen, aumentano i dubbi sulla capacità dell’euro di ritestare quota $1,20, almeno nel breve periodo.

Tra l’altro dichiarazioni da falco sono arrivate nelle ultime ore da William Dudley, numero uno della Fed di New York, membro votante permanente del Fomc, il braccio di politica monetaria Fomc.

Dudley si è detto convinto che la Fed proseguirà nella strada delle strette monetarie e che, anche per l’aumento dei prezzi alle importazioni, “l’inflazione salirà e si stabilizzerà attorno al target del 2% della Fed nel medio periodo”.

Il “rischio di una recessione Usa è molto basso – ha detto – e la Fed continuerà ad alzare i tassi per i prossimi anni”.