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L’euro abbandona i massimi, rally per Aussie e kiwi

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Il rialzo dei tassi deciso ieri dalla Banca Centrale Europea non ha convinto gli operatori del forex. Più che alla stretta sul costo del denaro nell’Eurozona il mercato valutario ha guardato alla mancanza di indicazioni esplicite nella conferenza stampa del presidente della banca centrale, Jean Claude Trichet, circa nuovi rialzi nei prossimi mesi. La Bce non ha infatti mutato le stime sull’inflazione attesa per il 2008, facendo crescere la percezione che strette ravvicinate siano meno probabili di quanto in precedenza si stimasse. L’euro è così scivolato nella prima parte della nottata nei confronti di dollaro e yen, abbandonando i massimi toccati ieri.


 

La debolezza dei mercati azionari si è invece riflessa in un rafforzamento dello yen, sempre limitato alla prima parte della notte, nei confronti del dollaro, su cui ha impattato verosimilmente la riduzione delle posizioni di carry trade finanziate nella valuta nipponica (un’operazione di carry trade implica usualmente la vendita di attività in yen per l’acquisto di asset denominati in altre divise). Le flessioni dei listini hanno infatti comportato una riduzione delle posizioni in attività rischiose, tipicamente montate con l’ausilio di operazioni di carry trade.

 

Nelle ultime 4 ore della notte si è assistito però a un apprezzamento della divisa europea. Il cross euro dollaro si attesta attualmente a 1,3509, mentre il rapporto euro yen è risalito a 163,64. Quasi contemporaneamente al movimento dell’euro anche lo yen ha perso smalto. Il cross dollaro yen si attesta attualmente a 121,33.

 

Intanto nella notte hanno preso quota le valute di  Nuova Zelanda e Australia. Il dollaro australiano (conosciuto anche come Aussie) è salito ai massimi da 17 anni sul biglietto verde. Il dollaro neozelandese (kiwi) si è portato invece ai livelli massimi degli ultimi 22 anni dopo che la banca centrale del Paese ha sorprendentemente portato i tassi all’8%. Per oggi è attesa la riunione della Bank of England, dalla quale si aspettano tassi invariati al 5,25%.