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Ethereum, il mistero del trader che ha guadagnato più di $200 milioni in un mese

L’unica cosa che si conosce è il codice di identificazione, che è emerso lo scorso 11 giugno con un messaggio postato su Instagram, in lingua bahasa. Diverse le questioni che …

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Ha guadagnato più di $200 milioni in un mese appena, scommettendo sull’Ethereum. Ma di lui – o di loro – non si sa nulla. L’unica cosa che si conosce è il codice di identificazione, 0x00A651D43B6e209F5Ada45A35F92EFC0De3A5184, che è emerso lo scorso 11 giugno con un post su Instagram, in lingua bahasa, la lingua ufficiale dell’Indonesia, quando il trader misterioso – ma potrebbe trattarsi di un uomo, così come di una donna, così come di un gruppo di persone – si è vantato per aver assistito a un boom dei suoi guadagni di ben +413%, trasformando la sua ricchezza da $55 milioni a $283 milioni.

Nel post del trader si legge:

“Sto ricevendo diversi messaggi da parte di persone che mi chiedono quante posizioni detengo in ethereum. Una delle cose più grandiose dell’Ethereum risiede nel fatto che tutti i portafogli di tutto il mondo sono trasparenti, e possono essere visti da chiunque. E questi sono i risparmi del mio portafoglio”.

Il punto è, come fa notare un articolo di Bloomberg, è che le identità nascoste stanno diventando sempre più la norma nel mercato delle monete virtuali. Mercato a cui appartengono il Bitcoin e l’Ethereum e il cui valore totale è balzato lo scorso 6 giugno oltre i $100 miliardi, avvicinandosi alla capitalizzazione di McDonald’s. Tanto da non poter essere più ignorato dalle autorità di regolamentazione, che fanno notare come probabilmente sia arrivato il momento di associare i numeri di identificazione dei portafogli a persone in carne ed ossa.

Tra l’altro il mistero sull’identità degli investitori in criptomonete persiste dai giorni in cui Ross William Ulbricht, noto con lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts, utilizzò il Bitcoin per creare il sito Silk Road e per dedicarsi ad attività criminali come il riciclaggio di denaro sporco e il traffico di narcotici, prima di finire in prigione, a New York, nel Metropolitan Correctional Center.

Bloomberg precisa che ciò non significa che il trader misterioso o altre entità debbano necessariamente essere coinvolti in attività illegali. Ma certo la questione è più che mai di attualità, se si considerano soprattutto i movimenti violenti delle monete virtuali. Basti pensare che l’Ethereum è balzato da appena $8 all’inizio dell’anno, fino a $400 nel mese di giugno, per poi attestarsi attorno a $250 nella sessione di ieri.

Tra l’altro, il noto gestore di hedge fund Michael Novogratz – tra i probabili candidati ad accumulare una fortuna con le criptovalute, ex dirigente presso Fortress Investment Group e Goldman Sachs, ritiene che il mercato in generale delle monete virtuali potrebbe arrivare a valere ben $5 trilioni ($5.000 miliardi), a patto che l’attività di scambio di questo asset soddisfi le autorità di regolamentazione e riceva una legittimità riconosciuta da tutti.

Tra l’altro, un altro interrogativo che finora non riceve risposte soddisfacenti è il seguente: come tassare i guadagni di questi investitori di cui, come nel caso del trader misterioso, non si conosce nulla, a parte un numero di identificazione?