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ETF o fondi comuni? (NAFOP)

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ETF o fondi comuni? Secondo Franco Calvani, esperto di NAFOP, l’Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari Indipendenti, nel mare dei prodotti dell’industria del risparmio gestito molti fondi e sicav non sono strumenti così “efficienti”, perché costantemente sotto benchmark e zavorrati da pesanti oneri di gestione. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio perché esistono realtà positive, dove i gestori riescono a sovraperformare il mercato contenendo anche la volatilità. Guardando alla sua esperienza quotidiana Calvani preferisce promuovere gli “ETF giudicandoli più efficienti sia sotto il profilo dei minori costi sia della trasparenza della “gestione”, ma soprattutto per la maggiore facilità di negoziazione in quanto questi ultimi vengono trattati alla stregua di un titolo azionario od obbligazionario”. Differente è un fondo o una sicav che vengono negoziati con 2 o anche 3 giorni di buio per il cliente in quanto il NAV di entrata o di uscita dal fondo è appunto 2 o 3 giorni successivi all’ordine del cliente”. L’esperto NAFOP privilegia dunque “la cosiddetta gestione passiva degli ETF alla gestione attiva dei fondi in quanto quest’ultima il più delle volte non garantisce un vantaggio per il cliente”.
A livello globale la prima parte del 2010 ha confermato il momento di difficoltà dell’universo dei mutual funds. Escludendo l’apporto degli ETF, nei primi 6 mesi dell’anno le vendite nette di fondi comuni sono diminuite di addirittura 283,3 miliardi di dollari (dati elaborati da Strategic Insight). Di contro, nell’analogo periodo, gli ETF hanno riportato una crescita di 71,3 miliardi di dollari.