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Etf: Lipper pan european report di marzo

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Il trading volume degli exchange traded funds (etf) negoziati sui listini europei è cresciuto del 18,5% in marzo, toccando un nuovo record a 515 milioni di quote. I volumi registrati a marzo rappresentano il livello più elevato raggiunto dal mercato continentale degli etf da quando Lipper ha iniziato a produrre il report mensile ( settembre 2004). Negli ultimi dodici mesi, il numero aggregato di quote negoziate ha messo a segno un + 66,44% rispetto ai dodici mesi precedenti. L’accelerazione dell’ultimo anno ha fatto lievitare di 17 milioni di share l’ammontare medio mensile negoziato ( pari a 403 milioni di share). E’ importante precisare che i dati raccolti sui singoli listini presentano delle differenze. Per esempio, i volumi negoziati sui listini di Stoccolma e Zurigo includono anche le operazioni di compravendita effettuate sui mercati non regolamentati ( over the counter).

La maggior parte delle negoziazioni continua a concentrarsi su pochi listini, e su un numero relativamente limitato di strumenti. I dati di marzo hanno evidenziato che i sei listini principali assorbono l’85% dei volumi complessivi. Il listino tedesco assorbe il 28% delle operazioni, seguito da quello inglese con il 18%, dalla Borsa italiana con il 15% e dal binomio OMX Copenhagen ed Euronext Paris che contano ciascuno per il 9%. I tre listini Euronext raccolgono il 12% del totale. I valori relativi agli ultimi dodici mesi mostrano la seguente distribuzione: German exchanges ( 29%), London Stock Exchange ( 22%), Paris Euronext (10%), e OMX Copenhagen e Borsa italiana (9%).

La volatilità dei trading volume mensili è legata alle caratteristiche strutturali dei singoli listini. Un dato può aiutare a capire il concetto: in Germania si registra una sostanziale parità numerica tra gli etf quotati sui mercati regolamentati e quelli negoziati over the counter. I dati sui volumi negoziati sono influenzati dell’attività sottostante, rappresentato da ogni singola share ( e questo contribuisce a determinare la quotazione dell’etf). Le share (quote) che rappresentano una piccola parte dell’indice sono meno costose di quelle che rappresentano una parte consistente dell’indice. Per tale ragione l’investitore può garantirsi un’identica esposizione verso un indice di mercato investendo la stessa quantità di risorse in due differenti etf ( ricevendo pacchetti che si distinguono per il diverso numero di share).

L’aumento della popolarità degli etf è stato accompagnato dal lancio di prodotti sempre più sofisticati. Un esempio di questo trend è dato dal lancio di 18 nuovi etf settoriali – basati sull’indice Dow Jones Stoxx 600 Germany – da parte dell’Indexchange Investment AG (leading provider del mercato degli etf in Germania). Questo nuovo gruppo di etf segue l’evoluzione dell’indice sottostante servendosi di swap e non di azioni ( questa modalità operativa dovrebbe consentire di neutralizzare gli effetti dei costi di transazione e della tassazione estera, variabili non comprese nel calcolo dell’indicatore sintetico di riferimento). Altrettanto interessante è l’introduzione di 15 nuovi plc etf nel mercato italiano. La maggior parte dei nuovi prodotti consente di investire negli mercati emergenti, dando, per la prima volta, agli investitori italiani la possibilità di puntare sui mercati di Taiwan, Corea e Brasile con negoziazioni effettuate direttamente sull’Italian Stock Exchange Etf segment. Le novità relative alla bond asset class riguardano i corporate bonds e gli inflation linked bond.

Dall’analisi del turnover ( prezzo di mercato moltiplicato per il volume negoziato), si nota che i sei mercati principali assorbono il 91% del mercato continentale. La Deutsche Borse è il leading exchange con il 46%, seguita dall’Euronext Paris con il 14%, da Borsa Italiana (11%) e dall’LSE (9%). Gli etf che puntano sull’evoluzione degli indici azionari europei rappresentano gli strumenti interessati dal più elevato livello di turnover in marzo. L’Etf S&P/ Mib Lyxo ( quotato in Italia) e il Dow Jones Istetf ( quotato sul listino di Istambul) sono gli unici strumenti ad aver chiuso il mese con una variazione negativa dei volumi.

Il report mensile curato dagli analisti di Lipper conferma la crescita degli intra day bid – ask registrati sul mercato italiano, e la presenza di possibili inefficienze che possono essere sfruttate dai trader istituzionali ( con operazioni di arbitraggio tra l’etf e l’attività sottostante). A www.fondionline.it