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ESG, gli investimenti sostenibili fanno bene al portafoglio? Ecco il test sulle performance

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Il 2018 ha visto gli investimenti socialmente responsabili (SRI) e l’applicazione dei criteri ESG sempre più assiduamente al centro del dibattito. Le strategie ESG  sono sempre più gettonate tra gli investitori istituzionali e retail e rappresentano oggi circa un quarto delle masse gestite a livello globale, con una crescita di circa 25% negli ultimi due anni.

“Andiamo verso un sistema in cui i criteri ESG passeranno dall’essere l’elemento caratterizzante di una categoria di fondi in costante crescita a essere un elemento imprescindibile per tutta l’offerta di risparmio gestito, diventando una discriminante per coloro che non includeranno questi criteri di analisi”, avverte Massimo Mazzini Responsabile Marketing e Sviluppo Commerciale di Eurizon.

Performance a confronto

Gli investimenti sostenibili non si limitano ad essere un’opzione nobile; da un punto di vista finanziario si rivelano infatti in grado di convincere anche gli investitori dubbiosi circa la capacità di  questa strategia di performare bene. Se da un lato l’impatto positivo degli investimenti ESG (Environmental, Social and Governance) per persone, ambiente e società è chiaro – l’investimento in aziende con un buon punteggio ESG ha conseguenze positive per ambiente, condizioni di lavoro e gestione delle aziende e di conseguenza migliora le condizioni di finanziamento di queste aziende e rende più facile per loro raggiungere i loro obiettivi – , dall’altro molti si chiedono se puntare sull’ESG sia premiante in termini di performance.

Dalla maggior parte degli studi accademici emerge l’esistenza di una correlazione positiva tra la performance finanziaria delle aziende e il punteggio ESG. Un recente studio di MSCI ha anche riscontrato una relazione positiva tra il punteggio ESG e la redditività (e anche il rendimento da dividendo). La storia recente, sul fronte azionario, mostra che gli investimenti ESG hanno prestazioni altrettanto elevate e gli investimenti tradizionali.

Guardando i rendimenti dell’indice azionario mondiale MSCI, il benchmark più ampio dei mercati azionari globali, e l’indice MSCI World ESG Leaders, il grafico mostra rendimenti analoghi negli ultimi sei anni.

Grande interesse, ma informazione ancora scarsa

Nonostante il grande interesse per la finanza sostenibile, c’è ancora molto lavoro da fare sull’educazione e l’informazione. Da un’indagine condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile e da Doxa e presentata in occasione della settimana SRI, appena un quarto dei risparmiatori dichiara di conoscere i prodotti SRI (dall’inglese Sustainable and Responsible Investment); quasi la totalità del campione (90%) giudica inadeguato il grado di informazione sulla finanza sostenibile da parte di media, istituzioni e operatori finanziari. Queste tendenze sono trasversali rispetto al genere, vale a dire riguardano sia gli uomini sia le donne. Il mercato presenta un significativo potenziale inespresso: l’84% di chi non ha consapevolezza dei prodotti SRI o non ne possiede vi investirebbe parte dei propri risparmi. Inoltre, tra coloro che conoscono i prodotti SRI, circa la metà dichiara di essere interessato alla sottoscrizione, ma di non aver mai ricevuto proposte commerciali in tal senso.

Le nuove proposte sul mercato ETF

Tra le ultime novità a livello di prodotto c’è il lancio da parte di Amundi di una nuova gamma di ETF SRI esposta sia al mercato azionario che obbligazionario, finalizzata a fornire agli investitori strumenti di investimento SRI a costo competitivo. Questa gamma include tre nuovi ETF azionari basati sugli indici MSCI World SRI, MSCI USA SRI e MSCI Europe SRI, offerti con le spese correnti più competitive in Europa. La gamma sarà in seguito arricchita con un ulteriore strumento che replicherà l’indice MSCI Emerging Markets SRI. La gamma di nuovi ETF azionari integra le esposizioni SRI a reddito fisso di Amundi ETF che includono due ETF che replicano indici Bloomberg Barclays sulle obbligazioni corporate europee e americane, applicando la metodologia SRI di MSCI. “Con questi nuovi ETF, Amundi si impegna a rispondere alla domanda crescente di soluzioni di investimento socialmente responsabili – argomenta Fannie Wurtz, Managing Director di Amundi ETF, Indexing e Smart Beta – .  Gli investitori possono ora beneficiare di una gamma completa di ETF SRI che copre sia l’universo azionario che quello del reddito fisso, a costo competitivo. Accanto alla gamma di ETF e fondi indicizzati, continueremo a dialogare con gli investitori e a costruire soluzioni ESG su misura per soddisfare le loro esigenze specifiche”.

 

iShares lancia portafogli modello anche per gli ESG

Molto attiva sul fronte ESG anche iShares che poco più di un mese fa ha lanciato sei nuovi ETF Sustainable Core che sono andati a completare la gamma ETF ESG come alternativa ai benchmark tradizionali, con un’equivalente ESG a costi contenuti. La gamma Sustainable Core ha come benchmark gli indici MSCI che escludono l’esposizione a produttori di armi controverse, armi nucleari, armi da fuoco civili, tabacco, società implicate nella violazione dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite, combustibili fossili e sabbie bituminose. “In parallelo abbiamo lanciato sul nostro sito una sezione nuova che fa vedere agli investitori che tipo di esposizione hanno a questo tipo di attività”, rimarca Manuela Sperandeo, responsabile europeo per la distribuzione di iShares ETF Smart Beta, ESG e Tematici.  iShares ha inoltre lanciato dei portafogli modello anche per gli ESG. L’esponente di spicco di iShares ha detto a ETFNews che in tal modo consulenti e promotori possono fare riferimento alla “sostenibilità in azione” e allinearsi a dei profili di sostenibilità.

 

BlackRock stima che le masse gestite dagli ETF ESG arriveranno a 400 miliardi di dollari entro 10 anni con l’agenda normativa in evoluzione e le preferenze degli investitori che stanno rapidamente cambiando avvicinandosi sempre più a queste tematiche.  La rapida crescita degli ETF ESG aumenterà la quota totale degli ETF e dei fondi comuni di investimento con filosofia ESG dal 3% attuale al 21% entro il 2028.

 

Per altri aggiornamenti sugli ETF consulta l’ultimo numero dell’ETF News, newsletter dedicata agli Exchange traded funds.