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Esami 2014: italiani promossi o bocciati in economia del Paese? Parola all’Istat

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Italiani promossi o bocciati in economia del Paese? Mentre gli esami di maturità 2014 sono alle porte per circa 500mila studenti (il 18 giugno si parte con la prima prova), l’Istat svela i risultati dell’indagine sulla conoscenza da parte dei consumatori del Belpaese dei principali indicatori economici diffusi dall’istituto (Pil, inflazione e disoccupazione). E rispetto agli anni passati gli italiani sembrano essere più preparati, almeno in tema di Pil e disoccupazione.
Stando ai dati diffusi dall’istituto di statistica nazionale la quota di consumatori in grado di esprimere un valore puntuale relativo all’andamento del Pil e al livello del tasso di disoccupazione risulta in forte crescita dal 2010 (rispettivamente dal 19,9% al 56,2% e dal 27,1% a 59,2%). La proporzione di coloro in grado di rispondere sul tasso di inflazione, in forte aumento tra il 2010 e il 2013, diminuisce invece nell’ultimo anno (da 32,4% a 26,4%). 
Oltre la metà dei consumatori italiani (56,2%) esprime un valore circa l’andamento del Pil e indica in media un tasso di variazione di -0,3% per il 2013, rispetto al dato ufficiale Istat pari a -1,9%. La quota di coloro che non sanno dare una risposta è composta sia da persone che, pur senza conoscere il valore puntuale, hanno sentito parlare dell’argomento in TV, alla radio o dai giornali (23,1%), sia da chi non ne ha neanche sentito parlare di recente (19,0%). 
Solo il 26,4% degli intervistati ha saputo fornire un valore per il tasso d’inflazione che è stato, in media, del +7,7% a fronte di un dato ufficiale di +0,4% per il mese precedente all’indagine. 
Il 59,2% degli intervistati è stato in grado di definire il valore del tasso di disoccupazione, esprimendo un tasso medio pari a 19,9% contro un dato ufficiale, riferito a marzo 2014, del 13%. 
Ma quali sono i principali canali d’informazione utilizzati dai consumatori per acquisire informazioni statistico-economiche? In pole position la televisione (38%), i giornali (20,3%) e Internet (20,0%); seguono la radio (9,5%), le discussioni con parenti e amici (6,5%) e poi le pubblicazioni specializzate e scientifiche (2,5%) e i discorsi dei leader politici (2,4%).
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