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Ernst & Young: l’Italia scala la classifica degli investimenti in biodiesel

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L’Italia ha significativamente migliorato la sua posizione nella classifica legata agli investimenti in biodiesel, passando dalla quattordicesima all’ottava posizione, grazie ad un piano governativo dell’Unione Europea che prevede agevolazioni fiscali per 250.000 milioni di tonnellate all’anno di Biodiesel italiano nel periodo compreso tra il 2007 e il 2010. E’ quanto emerge dalla nuova edizione dell’indagine Biofuels Country Attractiveness Indices, che misura il livello di attrattività per gli investimenti in Biocarburanti, condotta da Ernst & Young. Vero e proprio exploit del Brasile che sempre nell’ambito dell’inchiesta ha preso il posto degli Stati Uniti in qualità di destinazione preferita per gli investimenti in biocarburanti, collocandosi al top della classifica. Jonathan Johns, Head of Renewable Energy di Ernst & Young, ha spiegato che il livello attrattivo del Brasile ha subito un significativo incremento in seguito all’introduzione obbligatoria del mix B-3 – ovvero la normativa legale in base alla quale vi è l’obbligo di miscelare il 3% di biodiesel e il 97% di carburante tradizionale. “Come conseguenza della normativa B-3, la domanda annua di biodiesel in Brasile è passata da 800 milioni di litri a ben 1,2 miliardi di litri – specifica l’esperto-. Il salto del Brasile è stato determinato anche dalla ingente richiesta di bio-carburanti da parte dell’India, una situazione che ha permesso di aumentare sensibilmente il potenziale brasiliano delle esportazioni destinate a un contesto economico emergente come quello indiano”.