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Ernst & Young: 2007 record per le Ipo, Cina al primo posto -2-

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Brasile, Russia, India e Cina – i cosiddetti Paesi BRIC – hanno raccolto ad oggi 106,5 miliardi di dollari con 382 Ipo, rispetto agli 89,6 miliardi e alle 302 operazioni dello stesso periodo del 2006. In prima posizione la Cina che da sola ha generato il più elevato numero di Ipo (209) rispetto a Russia, Brasile e India insieme (173). Il paese asiatico primeggia anche a livello di capitale raccolto, insieme a sa e Brasile, rispettivamente con 52,6 miliardi di dollari, 38,7 miliardi di dollari e 29 miliardi di dollari. A livelo numerico la Cina si aggiudica il primato per numero di collocamenti (209), davanti all’Australia (189) e agli Stati Uniti (178). In linea con le attese, l’area Asia-Pacifico ha registrato il 46% delle IPO globali, posizionandosi davanti al 35% della regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) e al limitato 14% del Nordamerica. EMEA e Asia-Pacifico detengono la maggiore quota di mercato in termini di capitale raccolto, rispettivamente con il 38% e il 32%, ben sopra la quota del Nordamerica (16%) e dell’America Latina (14%). “Il significativo fermento dimostrato dai mercati emergenti deriva dalla positiva crescita delle loro economie e dall’incessante processo di globalizzazione che interessa il mercato dei capitali. Questo ha portato gli investitori a ricercare altrove nuove opportunità di investimento e ha confermato la tendenza per la quale le aziende si collocano sui propri listini nazionali, come testimoniato dalle principali 20 IPO del 2007 quasi tutte avvenute sulle borse nazionali”, ha spiegato Paolo Zocchi, Partner Ernst & Young e responsabile italiano Strategic Growth Markets. “Al contrario, alcuni dei mercati maturi hanno visto un calo nel numero di Ipo durante la seconda metà dell’anno, indubbiamente attribuibile all’elevata volatilità dei mercati”, ha aggiunto Zocchi. “Nonostante il perdurare del clima di incertezza del mercato, si conta già una nutrita lista di prossime IPO previste per il 2008, soprattutto sul fronte delle economie emergenti”, ha concluso Zocchi.