Un'epoca eccezionale per i tassi d'interesse

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 02/09/2014 - 14:06

Di seguito pubblichiamo un commento di mercato a
cura di Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optimal Income. A detta
dell'esperto, alla base dei livelli minimi toccati dai tassi di interesse in
Europa vi è la convinzione che nel Vecchio Continente disoccupazione e
inflazione rimarranno a lungo un elemento di difficile gestione. Per questo la
Bce di Mario Draghi dovrebbe adottare nuove misure espansive.


I tassi d'interesse, sia a breve che a lungo
termine, hanno toccato livelli minimi da record in Europa. Alla base di questo
fenomeno c'è la convinzione che i livelli occupazionali e di inflazione saranno
inferiori per periodi più lunghi. La situazione preoccupa la BCE e il discorso
di Draghi a Jackson Hole fa presagire nuove misure espansive. Quelli che stiamo
vivendo sono tempi eccezionali.


La storia di come si sia arrivati a questo è
piuttosto semplice: un collasso bancario globale nel 2008, seguito da
un'ulteriore ondata di gravi difficoltà per il sistema bancario europeo,
provocata dalla crisi del debito sovrano fra il 2011 e il 2012.


Il grafico qui sotto è un tentativo di illustrare
l'andamento effettivo dei tassi d'interesse. Prendendo un indicatore
rappresentativo del costo di finanziamento e sommandolo al tasso Euribor a tre
mesi, si ottiene un quadro più completo delle condizioni monetarie reali, che
non osservando semplicemente il tasso ufficiale della BCE. Durante la crisi
dell'euro la politica monetaria è diventata restrittiva nell'area "core", e
ancora di più nei Paesi periferici.








I grafici successivi mostrano la scomposizione dei
dati di inflazione e occupazione, relativi ai Paesi cosiddetti "core" e a
quelli periferici. Si nota che dove viene adottata una politica monetaria più
restrittiva, la disoccupazione risulta più alta e l'inflazione più modesta. La
debolezza dell'Eurozona e in particolare della periferia, non è sorprendente
considerando il forte shock monetario subito dalla regione durante la crisi. Se
ne può dedurre che la politica monetaria funziona ancora.









In seguito, la politica monetaria reale è stata di
fatto allentata in modo aggressivo, dall'estate del 2012 fino a oggi. Questo
dovrebbe dare impulso all'Eurozona, a cominciare dalla periferia. In genere si
presume che gli effetti della politica monetaria si manifestino con un ritardo
di 18 mesi, ma in realtà la disoccupazione sta già diminuendo e ritengo che
questa tendenza continuerà.








Stiamo vivendo tempi eccezionali per quanto riguarda
i tassi d'interesse. Tuttavia, da un punto di vista economico, la
disoccupazione ha raggiunto livelli altrettanto elevati nel periodo 1994-1997 e
l'inflazione è scesa al di sotto dell'1,0% nel 1999 e nel 2009.


Quando l'economia e i mercati prendono strade
divergenti è necessario stabilire chi abbia ragione. Credo che la politica
monetaria funzioni e che l'enorme allentamento iniziato nel 2012 comporterà un
tasso di disoccupazione in calo ed eviterà una deflazione conclamata. I tassi
d'interesse eccezionalmente bassi in Europa sembrano disallineati rispetto ai
dati economici attuali e con i potenziali dati futuri.

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