E.On ritira l'Opa su Endesa e si allea con Enel-Acciona

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 03/04/2007 - 08:28
Quotazione: ENEL
Quotazione: GRUPO ACCIONA
Quotazione: ENDESA
Quotazione: E.ON

Il cielo sopra Madrid torna sereno e in Europa si profila la nascita del secondo gruppo energetico. Le tre pretendenti europee del più grande produttore spagnolo di energia elettrica, Endesa, hanno sotterrato l'ascia di guerra. Dopo mesi di tira e molla e in seguito alla rinuncia inattesa da parte di E.On all'Offerta pubblica d'acquisto (Opa) su Endesa, la coppia Enel ed Acciona ha siglato, nella giornata di ieri, un accordo con il gruppo tedesco sul futuro di società iberica, che garantirà - come si legge nel comunicato congiunto diramato dai due gruppi - lo sviluppo del progetto comune dei due soci di Endesa e al tempo stesso, la salvaguardia dei diritti degli azionisti di minoranza ed il loro accesso a migliori condizioni di offerta.

Un'intesa che prevede l'impegno per entrambi i soci di cedere a E.On alcuni assets e di altri ancora che permetteranno al gruppo guidato da Wulf Bernotat una significativa presenza nei mercati energetici (assets in parte di proprietà di Enel e di Endesa). Inoltre, grazie a questo accordo il gruppo teutonico potrà rafforzare il suo standing a livello internazionale e la sua capacità di competere sia sul mercato spagnolo sia su quello europeo.

Inoltre, Acciona, Enel ed E.On si impegnano - come comunicato in una nota - a ritirare tutte le azioni legali avviate su Endesa. L'accordo prevede che E.On non acquisti le azioni della società spagnola offerte alla sua Opa nel caso in cui le azioni offerte non rappresentino la maggioranza del capitale di Endesa. Il ritiro dell'Opa fa cadere la risoluzione della Comisión Nacional del Mercado de Valores (Cnmv), la corrispondente Consob iberica, di non autorizzare per un periodo di 6 mesi una Opa congiunta di Acciona ed Enel.

Per Endesa il periodo di incertezza che ha caratterizzato gli ultimi 18 mesi sembra, dunque, essere finito. L'offerta di Enel e Acciona può, ora, essere lanciata senza perdere tempo nei termini già resi noti nelle scorse settimane: un prezzo di almeno 41 euro per azione più gli interessi maturati fino al momento del suo completamento. E il mercato è già pronto a sorridere per la pace fatta e soprattutto per la prospettiva della nascita del secondo gruppo energetico del Vecchio continente con 90 miliardi di capitalizzazione e una presenza in 22 Paesi e in quattro diversi continenti.

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