Ennesimo record per il petrolio, benzina alle stelle

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Nuova fiammata del prezzo del greggio. Questa volta la corsa dell’oro nero è ripartita con il Wti a New York che ha sfondato quota 112 dollari al barile. Anche a Londra la temperatura è salita con il Brent che ha aggiornato i nuovi massimi a 109,50 dollari al barile. Da record anche la chiusura, anche se in lieve calo, rispettivamente a 108,47 e 110,87.

L’ennesima impennata del petrolio è arrivata in scia alla diffusione del deludente dato sulle scorte all’ingrosso in crescita dell’1,1% a febbraio negli Stati Uniti. Un dato che ha colto di sorpresa  la comunità finanziaria perché superiore alle aspettative che erano di un progresso dello 0,5%. Le vendite hanno segnato un calo dello 0,8%. In dettaglio, le scorte Usa nell’ultima settimana, stando a i dati diffusi dall’Eia (Energy information administration), sono scese di 3,2 milioni di barili, a dispetto degli analisti che avevano scommesso su un aumento di 2,2 milioni.

E di fronte al nuovo record del petrolio gli automobilisti italiani tremano. Da Nord a Sud dello Stivale il prezzo della benzina è lievitato in tutti i distributori, se martedì l?Agip ha portato il prezzo della super a 1,398 euro al litro ieri hanno seguito il suo esempio anche  Api-Ip e Total. Ritocchi al rialzo che sono stati effettuati anche da altri distributori, quali la Shell, Esso, Q8 ed Erg.
Le tasche degli abitanti della Penisola nostrana ne risentono già. “La nuova raffica di aumenti dei prezzi di benzina e diesel, che si aggiunge all’escalation dei listini alla pompa oramai in corso da diversi mesi – spiega il Codacons – appare chiaro come la priorità del prossimo Governo debba essere quella di sostenere le famiglie alle prese con gli aumenti generalizzati causati dal caro-petrolio”.


“Per limitare i negativi effetti economici sui consumatori derivanti dalle speculazioni e dalle quotazioni record del petrolio, il prossimo Governo, appena insediatosi, dovrà studiare nuovi sgravi fiscali sui prezzi dei carburanti – spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione in difesa dei consumatori – e incrementare fortemente la concorrenza nel settore. In tal senso la prima misura da adottare dovrà essere l’apertura rapida e senza ostacoli della vendita presso la grande distribuzione che, come noto, comporterebbe una riduzione dei listini fino a 7 centesimi di euro al litro”.