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Eni vince sfida rinnovabili. Non solo impianto fotovoltaico in Algeria: i progetti in Italia e all’estero

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Una strategia integrata, per dare il proprio contributo alla transizione energetica verso un futuro low carbon. Tra le tante missioni di Eni, c’è anche quella di apportare soluzioni concrete per ridurre le emissioni di CO2. 

E’ in quest’ottica che deve essere letta la posa della prima pietra, da parte del colosso energetico, dell’impianto fotovoltaico in Algeria, a Bir Rebaa Nord, lo scorso 18 marzo: un impianto situato nel deserto, che fornirà energia elettrica al campo petrolifero operato da GSA, Groupemen Sonatrach Agip, e che avrà una potenza di 10 Megawatt. Utilizzato a parziale sostituzione della fornitura della rete elettrica nazionale, contribuirà alla decarbonizzazione del sistema energetico algerino.

Un progetto che conferma quanto tempo fa l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, disse: “Vogliamo promuovere lo sviluppo di energie rinnovabili, supportandone la diffusione nei paesi di nostra presenza e stimolando la ricerca tecnologica”.

L’ impegno è stato rafforzato nel corso degli anni, anche con la creazione, nel 2015, della nuova Direzione Energy Solutions, alle dirette dipendenze dell’AD Descalzi.

Tale direzione, spiega Eni, si focalizza su iniziative che appartengono a due tipologie:

Progetti Brownfield, ovvero progetti di generazione di energia da fonti rinnovabili, realizzati in prossimità degli impianti Eni, al fine di cogliere tutte le sinergie industriali e contrattuali.

Modello Greenfield: ovvero nuovi progetti non legati ad aree industriali Eni, dove implementare iniziative on-grid e off-grid. Il contesto di cooperazione è “dual flag”: fonti rinnovabili e accesso all’energia.

Nel settore downstream Eni ha già avviato una strategia ben centrata sulle fonti rinnovabili, affiancando al business tradizionale la produzione bio ad alto valore aggiunto; inoltre, nell’intento di affrontare le sfide che si sono presentate con la crisi strutturale della raffinazione, Eni ha costruito a Porto Marghera la prima bioraffineria al mondo, dove produce Eni Diesel +, il nuovo carburante che, con il 15% di componente rinnovabile, preserva l’efficienza del motore e contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 del 5% rispetto al diesel in commercio.

Tornando ai progetti Brownfield, il colosso dell’energia ha identificato diverse opportunità in molti paesi, e quelle in fase più avanzata riguardano il Pakistan, l’Egitto e l’Italia.

In Pakistan l’obiettivo di Eni è la costruzione di un impianto fotovoltaico da 50 MWP nei pressi del campo a gas di Eni di Kadanwari, per la vendita di energia elettrica alla rete nazionale a tariffa sussidiata.

In Egitto, la costruzione di un impianto fotovoltaico avverrà nei pressi del campo di Belaiym, con una potenza installata ancora da definirsi, ma che dovrebbe essere compresa tra 50 e 100 MW.

In Italia, con il Progetto Italia, Eni vuole realizzare diversi impianti di energia rinnovabile in aree industriali di proprietà Syndial che al momento presentano uno scarso interesse economico oppure non sono utilizzabili: questo, sfruttando importanti sinergie operative.

In questo modo la società ha deciso di puntare sul territorio italiano creando al contempo anche occupazione, attraverso il rilancio di siti con iniziative di larga scala.  La strategia si basa su un modello unico di integrazione tra il business tradizionale e la produzione di energia da fonti rinnovabili; punta a rilanciare i siti attraverso iniziative di larga scala e investimenti in progetti di produzione energetica a zero emissioni; questo, in un’area di 400 ettari di terreno, distribuita in sei regioni: Liguria, Sardegna. Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata;  con il Progetto Italia, Eni punta a evitare emissioni di CO2 per circa 180.000 tonnellate all’anno; tutto ciò grazie all’aiuto della tecnologia fotovoltaica, ma anche solare a concentrazione e/o biomassa. Il target è l’installazione da qui fino al 2022 di oltre 220 MWp di capacità, a fronte di un impegno di spesa di 230 milioni di euro circa.

La realizzazione del piano si articolerà in due fasi:

La prima implica lo sviluppo di 5 progetti per una potenza installata di 70 MWp circa ad Assemini, Porto Torres, Manfredonia, Priolo, Augusta; la seconda prevede lo sviluppo di altri progetti per una ulteriore potenza installata di 150 MWp circa.

In questo modo Eni dimostra ancora una volta di riuscire a individuare soluzioni di business remunerative ma soprattutto sostenibili per l’ambiente, sfruttando i propri asset e le proprie competenze.

E mentre continua l’attività di Ricerca e Sviluppo sulle energie rinnovabili, Eni può dire di aver raggiunto obiettivi importanti:

Tra i risultati più significativi che ha nel campo dell’energia solare, per esempio, ci sono le “ottime prestazioni di laboratorio con le celle polimeriche flessibili (>9% di efficienza)”. Eni inoltre rende noto che “registriamo un record assoluto in laboratorio per le prestazioni dei concentratori solari luminescenti (LSC) integrati nell’edilizia (efficienza del 7,4%).