Eni: utili trimestrali battono le attese. Descalzi, soddisfatto da cash flow record

QUOTAZIONI Eni
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

I conti migliori delle attese di Eni passano la prova dei mercati. Il Cane a sei zampe, che ha pubblicato stamattina i risultati dei nove mesi e trimestrali, vede il suo titolo sul Ftse Mib  guadagnare il 2,5% a 16,73 euro. Il colosso petrolifero italiano ha riportato nei primi nove mesi del 2014 un utile netto pari a 3,68 miliardi di euro, in calo del 36,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’utile netto adjusted è stato di 3,24 miliardi, in crescita su base annua del 3,2%. Nel solo terzo trimestre l’utile netto è diminuito del 57% a 1,71 miliardi rispetto ai tre mesi precedenti e quello adjusted è cresciuto del 2,5% a 1,17 miliardi, battendo le stime degli analisti interpellati da Bloomberg ferme a 896,4 milioni.

Il calo dell’utile registrato sia nel trimestre che nei nove mesi si deve in particolare alla “flessione della performance operativa dell’upstream a causa della riduzione dei prezzi degli idrocarburi e del calo produttivo, nonché della circostanza che il trimestre di confronto beneficiava della plusvalenza sulla cessione del 20% della scoperta mineraria in Mozambico“, pari a circa 3 miliardi. L’utile operativo adjusted nei nove mesi è salito dell’1,2% a 9,25 miliardi mentre nel trimestre è sceso dell’11,8% a 3,03 miliardi di euro, contro una stima di 2,70 miliardi di euro.

Produzione idrocarburi stabile a 1,58 milioni
Nel terzo trimestre Eni ha registrato una produzione di idrocarburi di 1,576 milioni di barili equivalenti al giorno. Nel confronto su base omogenea, la produzione registra una riduzione di 3,5 punti percentuali (-1% nei nove mesi a 1,581 milioni di boe/giorno). La produzione dei nove mesi risulta stabile se comparata con quella conseguita nell’intero anno 2013. Nel terzo trimestre 2014 in uno scenario caratterizzato dalla debolezza della domanda e perdurante pressione competitiva, le vendite di gas naturale di 19,62 miliardi di metri cubi sono aumentate del 6,9% rispetto al terzo trimestre 2013.

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2014 è pari a 15,84 miliardi con un incremento di 0,87 miliardi rispetto a fine 2013, di cui 0,25 miliardi effetto delle differenze cambio. Nei nove mesi, il flusso di cassa netto da attività operativa di 9,72 miliardi, che sconta minori crediti commerciali ceduti in factoring con scadenza successiva alla chiusura del periodo contabile rispetto a quanto fatto a fine 2013 (-0,78 miliardi), e gli incassi da dismissione di 3,23 miliardi, relativi principalmente alla partecipazione in Artic Russia e alla residua partecipazione finanziaria in Galp, hanno sostanzialmente coperto i fabbisogni relativi al pagamento dei dividendi (circa 4 miliardi, di cui circa 2 miliardi relativi all’acconto dividendo 2014), all’acquisto di azioni proprie (0,29 miliardi) e agli investimenti di periodo (8,9 miliardi). Rispetto alla situazione al 30 giugno 2014, l’indebitamento finanziario netto è aumentato di 1,24 miliardi per effetto del pagamento dell’acconto dividendo 2014 e degli investimenti di periodo, parzialmente compensati dal flusso di cassa netto da attività operativa (3,98 miliardi) e dagli incassi da dismissioni (0,22 miliardi).

Descalzi soddisfatto da cash flow record ultimi 5 anni
“Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati nella generazione della cassa, record degli ultimi cinque anni nonostante uno scenario non favorevole, conseguiti grazie agli sforzi compiuti negli ultimi mesi”, ha commentato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. “Ciò rende ancor più credibile l’obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio. L’esplorazione continua a fornire un contributo straordinario alla crescita futura del nostro portafoglio upstream, mentre lo sviluppo della nuova produzione prevista nel quadriennio prosegue secondo previsioni così come la ristrutturazione dei business della raffinazione e del gas. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditività e di solidità per Eni in un contesto di prezzi decrescenti”.

L’outlook 2014 è caratterizzato da un ridimensionamento della crescita economica globale sulla quale pesano la prolungata stagnazione delle economie europee e il rallentamento nei Paesi emergenti. Il prezzo del petrolio nonostante il permanere del rischio geopolitico e dei conseguenti problemi produttivi in alcuni importanti Paesi, ha registrato dalla seconda metà dell’anno un deciso trend ribassista a causa dell’eccesso di offerta alimentato dalla continua crescita della produzione unconventional USA, scendendo nell’intorno degli 85 dollari al barile rispetto a un dato medio di circa 109 dollari nel primo semestre 2014. Lo scenario competitivo rimane sfidante a causa del perdurare dei deboli fondamentali nelle industrie europee del gas, della raffinazione e della chimica. Nel 2014 il management di Eni prevede l’ottimizzazione dello spending con conseguente riduzione degli investimenti rispetto al 2013 (12,80 miliardi di euro l’ammontare degli investimenti tecnici e 0,32 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2013).