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Eni: utili sotto pressione nel primo semestre, ma Scaroni ottimista sul resto dell’anno

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La debolezza del mercato del gas e la situazione critica di Saipem hanno messo sotto pressione gli utili di Eni, controbilanciati dall’ottimismo di Scaroni sui prossimi mesi dell’anno e da un’importante scoperta nell’offshore del Congo. Il colosso petrolifero ha archiviato il primo semestre del 2013 con un utile netto pari a 1,82 miliardi di euro, in calo del 51% rispetto ai 3,84 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Nel secondo trimestre l’utile netto è invece salito a 275 milioni di euro rispetto ai 227 milioni del periodo aprile-giugno del 2012.

L’utile, spiega il gruppo di San Donato Milanese in una nota, riflette la perdurante debolezza della domanda di gas, carburanti e prodotti chimici, le criticità commerciali e operative di Saipem che ha riportato una rilevante perdita operativa. L’utile operativo adjusted è calato del 51% a 1,95 miliardi di euro nel trimestre e del 43% (inclusa la perdita di Saipem) a 5,66 miliardi nel semestre. L’utile netto adjusted è diminuito del 55% a 580 milioni di euro nel trimestre e del 46% a 1,96 miliardi nei primi sei mesi del 2013.

La produzione di idrocarburi di Eni si è attestata nel secondo trimestre del 2013 a 1,648 milioni di barili al giorno, sostanzialmente invariata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel primo semestre del 2012 la produzione era stata pari a 1,624 milioni di barili al giorno. L’Ad Paolo Scaroni non ha nascosto le difficoltà incontrate nei primi sei mesi dell’anno, ma si è detto ottimista sulla seconda parte del 2013.

“I risultati del semestre hanno risentito di un contesto economico difficile in Italia e in Europa, di interruzioni di produzione in Libia e Nigeria e della caduta dei risultati di Saipem”, ha dichiarato il numero uno di Eni che ha poi sottolineato come il gruppo abbia “rafforzato la struttura patrimoniale proseguendo nel programma di dismissioni di Snam e Galp. Sono soddisfatto dei progressi operativi ottenuti nel semestre, 6 avvii di produzione sugli 8 previsti in tutto il 2013, e delle rinegoziazioni dei contratti gas con Sonatrach e Gazprom”.
 
Grazie a questo, Scaroni prevede un “significativo miglioramento dei risultati nel prossimo semestre. Proporrò al Cda di Eni del prossimo 19 settembre un acconto dividendo di 0,55 euro per azione”. Per quanto riguarda la produzione di idrocarburi, il colosso pubblico prevede un livello su base annua sostanzialmente in linea con quello del 2012, a causa di eventi straordinari in Nigeria e Libia che hanno caratterizzato i primi sei mesi del 2013. Le vendite di gas sono invece previste in flessione rispetto al 2012, quando si erano attestate a 95,39 miliardi di metri cubi.

Oltre ai conti, Eni ha annunciato un’importante scoperta di olio e gas nell’offshore del Congo, nel prospetto esplorativo Nené Marine, situato nel Blocco Marine XII a circa 17 chilometri dalla costa. Il Cane a sei zampe stima i volumi della scoperta, provati con i due pozzi sinora perforati, in circa 600 milioni di barili di olio e 20 miliardi di metri cubi di gas in posto. “La struttura ha un considerevole potenziale aggiuntivo che verrà valutato con altri pozzi di delineazione”, si legge nella nota.