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Eni: utili in decisa crescita e oltre le attese nel III trimestre. Scaroni, avvieremo buyback

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Eni ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di competenza in crescita del 61,9% a 3,99 miliardi di euro rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso per effetto, spiega la società, della plusvalenza al netto dei relativi oneri fiscali di 3 miliardi registrata sulla cessione del 28,57% di Eni East Africa, titolare del 70% dei diritti minerari dell’Area 4 di scoperta in Mozambico, alla compagnia cinese China National Petroleum Corporation. Tale beneficio è stato in parte compensato dalla flessione dell’utile operativo e da altre variazioni. Nei nove mesi 2013 l’utile netto di 5,81 miliardi è diminuito del 5,8%.

L’utile netto adjusted di 1,17 miliardi di euro ha evidenziato una flessione del 29,4% depurando il trimestre di confronto del contributo Snam alle continuing operations mentre l’utile operativo adjusted è ammontato a 3,44 miliardi mostrando un calo del 15,7%. Entrambi i risultati hanno battuto le attese degli analisti che prevedevano un utile netto adjusted pari a 998,1 milioni e un utile operativo adjusted di 3,1 miliardi di euro

Investimenti tecnici per 3,05 miliardi
Eni nel terzo trimestre ha registrato investimenti tecnici per 3,05 miliardi di euro (8,98 miliardi nei nove mesi) che hanno riguardato principalmente lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi. Nei nove mesi 2013 sono stati sostenuti 0,22 miliardi di euro di investimenti finanziari. L’incasso netto della dismissione in Mozambico per 3 miliardi e il flusso di cassa netto da attività operativa di 3.036 milioni hanno coperto gli investimenti del periodo e il pagamento dell’acconto dividendo 2013 di Eni di 1.993 milioni, determinando rispetto al 30 giugno 2013 una riduzione di 1.346 milioni nell’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 settembre 2013 che si attesta a 15.146 milioni.

Produzione idrocarburi in calo del 3,8%
Nel terzo trimestre la produzione di 1,653 milioni di barili di petrolio giornalieri ha registrato una flessione del 3,8% rispetto al terzo trimestre 2012 a causa degli impatti rilevanti degli eventi di forza maggiore in Nigeria e Libia (circa 50 mila barili al giorno). Le vendite di gas di 18,35 miliardi di metri cubi hanno registrato una flessione di 1,13 miliardi di metri cubi (-5,8%) a causa principalmente dell’utilizzo della flessibilità ottenuta dalla rinegoziazione dei contratti di approvvigionamento longterm, in un quadro di perdurante debolezza della domanda, pressione competitiva ed eccesso di offerta.

Outlook 2013, produzione idrocarburi e vendite gas previste in flessione
L’outlook 2013 di Eni conferma una moderata ripresa dell’economia globale, favorita dall’attenuazione dei rischi finanziari e di una prolungata fase recessiva nell’area euro. Il prezzo del petrolio è sostenuto dai rischi geopolitici e dalle difficoltà produttive registrate da diversi Paesi esportatori, in un quadro di modesta dinamica della domanda. Il rafforzamento dell’euro nel rapporto di cambio con il dollaro più che compensa tale effetto. Lo scenario di mercato rimane depresso nei settori europei del gas, della produzione di energia elettrica, della raffinazione e marketing di carburanti e della chimica a causa della debole domanda, dell’eccesso di offerta e della pressione competitiva.

In riferimento alla produzione di idrocarburi, il livello produttivo su base annua è previsto in calo rispetto al consuntivo 2012 a causa dell’impatto dei fattori geopolitici, in particolare in Nigeria e Libia. Viste in flessione anche le vendite di gas rispetto all’anno scorso (30,01 milioni di tonnellate il dato consuntivo 2012) a causa dello scenario negativo e della fermata programmata di Venezia per la sua riconversione in Green Refinery. Nel 2013 il management prevede un livello di spending per gli investimenti sostanzialmente in linea rispetto al 2012 (12,76 miliardi l’ammontare degli investimenti tecnici e 0,57 miliardi quello di investimenti finanziari del consuntivo 2012 esclusi gli investimenti di Snam).

Paolo Scaroni-Ad EniScaroni, avvieremo programma di buyback
Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, ha così commentato i risultati trimestrali: “Nel terzo trimestre abbiamo ottenuto importanti successi esplorativi, compiuto eccellenti progressi nello sviluppo con nuovi start-up e monetizzato parte della nostra partecipazione in Mozambico. Questi risultati consolidano la nostra redditività in un trimestre che ha risentito ancora delle difficili condizioni dei mercati europei del mid e downstream, delle riduzioni straordinarie delle produzioni in Nigeria e Libia e dell’apprezzamento dell’euro. Considerata la natura temporanea di questi fattori e la solidità del nostro business, avvieremo il programma di buyback“.

Reazione positiva di Eni a Piazza Affari. Il titolo indossa la maglia rosa del Ftse Mib con un rialzo del 2,87% a 18,63 euro.