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Eni: utili boom nel primo trimestre a 2,5 mld, ma sulla produzione pesa l’effetto Libia

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Eni macina profitti, ma la produzione di idrocarburi paga la crisi libica. E’ questa, in sintesi, la fotografia dei primi tre mesi 2011 del colosso petrolifero italiano. Il gruppo di San Donato Milanese ha infatti archiviato il primo trimestre con un utile netto di 2,55 miliardi di euro, in rialzo del 14,6% dai 2,22 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, un Ebit di 5,64 miliardi, in crescita del 16,3% da 4,85 miliardi, e ricavi passati a 28,77 miliardi dai 24,80 miliardi di euro di un anno fa. La crescita dell’Ebit è stata trainata dalla performance della divisione Exploration & Production (+32,1%), favorita dal prezzo del petrolio. Il flusso di cassa si è attestato a 4,19 miliardi e ha consentito di ridurre l’indebitamento netto di 1,17 miliardi rispetto a fine 2010 a 24,95 miliardi di euro.


Il Cane a sei zampe, però, deve fare i conti con il conflitto che da settimane sta affliggendo la Libia, dove l’Eni produceva prima della guerra circa 280 mila barili al giorno. E così, nei primi tre mesi del 2011, la produzione complessiva del gruppo ha mostrato una flessione dell’8,6% (-158 mila barili) a 1,684 milioni di barili al giorno. Il calo è spiegato dall’interruzione, a partire dallo scorso 22 aprile, della maggior parte delle attività operative nel Paese nordafricano e dalla chiusura del gasdotto Green Stream. Da inizio aprile, la produzione di Eni in Libia è di circa 50-55 mila barili al giorno, interamente destinati all’approvvigionamento locale di energia elettrica.

“Nel primo trimestre, segnato dagli eventi libici, Eni ha conseguito risultati eccellenti sostenuti dallo scenario petrolifero – è il commento a caldo dell’Ad Paolo Scaroni -. Nonostante le incertezze sui tempi di ripresa delle nostre attività in Libia, le prospettive di redditività di Eni rimangono positive grazie alla solidità patrimoniale e alla qualità di portafoglio di asset”. Le vendite totali di gas del colosso italiano hanno registrato un recupero del 6% rispetto al primo trimestre 2010 a 32,33 miliardi di metri cubi. In Italia l’incremento è stato pari al 10,2%, mentre in Europa si è assistito ad un aumento del 14,2% con le migliori performance ottenute in Francia, penisola iberica e Germania. La divisione Gas & Power ha però mostrato un Ebit in calo a 910 milioni dagli 1,31 miliardi di un anno fa.


E il 2011 come sarà? Eni prevede un anno caratterizzato da incertezza e volatilità, anche per la crisi libica tuttora in corso. Le quotazioni del petrolio sono attese in un trend solido e Eni ha assunto un prezzo medio annuo del Brent pari a 101 dollari al barile. In questo scenario, la produzione 2011 è vista in flessione rispetto allo scorso anno (1,815 milioni di barili al giorno nel 2010 a 80 dollari al barile) ma, si legge nel comunicato dell’Eni, “l’entità del calo dipenderà dal protrarsi nel tempo della crisi libica al momento non prevedibile”. Per controbilanciare l’effetto Libia, il gruppo guidato da Scaroni proseguirà la strategia per incrementare i livelli produttivi negli altri Paesi di attività.


Oltre ad approvare i conti del primo trimestre, il Consiglio di amministrazione di Eni ha deliberato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari, da emettersi in una o più tranche, da collocare presso il pubblico indistinto in Italia e da destinare alla quotazione in uno o più mercati regolamentati, incluso il Mercato Telematico Obbligazionario (MOT), entro il 27 aprile 2012, per l’importo complessivo massimo di 2 miliardi di euro.