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Eni: trimestre in rosso, ma rivista al rialzo stima produzione annua

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Trimestrale in rosso per Eni appesantita dal crollo dei prezzi del petrolio, ma è stata rivista al rialzo la previsione di crescita della produzione annua. Alla luce di questi risultati, Eni ha iniziato la giornata a Piazza Affari in calo: in questo momento sul Ftse Mib il titolo del Cane a sei zampe cede circa l’1,1% a 15,04 euro ad azione. 

I conti del terzo trimestre
Il gruppo energetico italiano guidato da Claudio Descalzi ha archiviato il terzo trimestre del 2015 con una perdita pari a 952 milioni di euro rispetto all’utile di 1,714 miliardi registrato nell’analogo periodo nel 2014, mentre la perdita netta adjusted (al netto delle poste straordinarie) esclusa Saipem è stata pari a 289 milioni, dato che si confronta con un utile netto rettificato di 1,13 miliardi di un anno prima. 
Nel trimestre in esame l’utile operativo adjusted di Eni è, invece, scivolato del 75,2% a 752 milioni di euro ed è stato pari a 604 milioni (escluso il risultato di Saipem). A pesare, spiega il gruppo guidato da Claudio Descalzi in una nota, è stata la “flessione della E&P (-76%) determinata dal crollo del prezzo del petrolio (-51%), il cui impatto è stato attenuato dalla crescita delle produzioni, dalla riduzione dei costi e dal deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro (-16%).  
Nei nove mesi 2015 l’utile operativo adjusted esclusa Saipem ha evidenziato una contrazione del 60% a 3,51 miliardi; su base consolidata l’utile operativo adjusted è stato di 3,1 miliardi (con una flessione del 67%) che sconta la peggiorata performance di Saipem a causa delle perdite straordinarie del secondo trimestre. 
Eni rivede al rialzo crescita annua produzione 
Nel terzo trimestre 2015 la produzione di idrocarburi è stata di 1,703 milioni di boe al giorno, in aumento dell’8,1% (+8,7% nei nove mesi). Eni ha precisato che escluso “l’effetto prezzo nei Production Sharing Agreement la produzione registra un incremento del 4,3% (+4,9% nei nove mesi) dovuto al contributo degli avvii e dei ramp-up di giacimenti avviati a fine 2014 principalmente in Angola, Venezuela, Stati Uniti, Regno Unito, Egitto e delle maggiori produzioni in Libia”. E’ stata infine rivista al rialzo la previsione di crescita annua a circa il 9% (da oltre il 7%).