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Eni torna a far scintille sul listino, pace fatta con il mercato

QUOTAZIONI Eni
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Il petrolio allenta il tiro, non Eni. Il titolo del Cane a sei zampe fa scintille sull’S&P/ Mib (+1,40%) portandosi a quota 18,30 euro. Gli operatori sostengono con convinzione l’azione. Lo provano i volumi: sono, infatti, già passati di mano 16 milioni di pezzi contro una media giornaliera dell’ultimo mese che si limita a 14 milioni di pezzi. Ieri Eni si è presa una giornata di pausa sull’onda delle dichiarazioni dell’ad, Vittorio Mincato, in Parlamento a proposito della necessità di crescere dimensionalmente nell’eventualità di un’ulteriore riduzione della quota in mano al Tesoro. E i dubbi si sono fatti largo sul mercato. Vista la reazione che il mercato ha riservato ad Eni, il ministro del Tesoro, Siniscalo, ha calmierato gli animi dichiarando che la partecipazione dello stato in Eni è da ritenersi strategica e quindi non sarà dismessa. “La considerazione è stata interpretata forse in maniera frettolosa come un segnale di freno alla maggiore remunerazione attesa dagli azionisti, da sacrificare sull’altare degli investimenti e magari anche della ritrovata crescita esterna”, commenta un sales. “Ipotesi tutte da verificare, ma che segnalano bene il dilemma delle compagnie petrolifere e di coloro che investono nel settore: da un lato un greggio in continua ascesa che dovrebbe far solo bene ai conti delle aziende e al valore delle loro riserve, dall’altro le decisioni aziendali relative all’ampliamento della capacità di estrazione, attraverso la ricerca di nuovi giacimenti o, al limite, le acquisizioni”, spiega l’esperto.