Eni: stop alla produzione oil in Libia, verso cessione in Rep Ceca. Scaroni alla Camera

Inviato da Alberto Bolis il Mer, 16/03/2011 - 11:44
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Adesso lo stop è ufficiale. Paolo Scaroni, a margine dell'audizione alla Commissione bilancio della Camera, ha dichiarato che l'Eni ha interrotto la produzione di petrolio in Libia. Una mossa che era stata ventilata giovedì scorso durante la presentazione del nuovo piano strategico, quando il Ceo aveva sottolineato che la produzione oil nel Paese nordafricano era scesa ulteriormente a 100 mila barili al giorno dai 270 mila prima della rivolta anti Gheddafi. "Abbiamo terminato la produzione anche a causa di un problema di spedizioni", ha dichiarato questa mattina l'Ad di Eni ricordando che il Cane a sei zampe in Libia "produce gas solo per uso domestico, ovvero per alimentare le centrali elettriche del Paese. Un'attività positiva per i libici e che non vogliamo interrompere".
 
Scaroni ha poi dichiarato che i rapporti con Tripoli "non sono assolutamente compromessi. La Libia è al centro delle nostre preoccupazioni ma noi non trattiamo con il Governo libico ma con la National Oil Company, con la quale stipuliamo i contratti". Una precisazione ripetuta più volte dal Ceo del Cane a sei zampe durante l'audizione alla Commissione bilancio della Camera. Il numero uno di Eni ha inoltre spiegato il rapporto del colosso italiano con Gazprom, con cui "stiamo litigando furiosamente sui prezzi di fornitura del gas, ma questo rientra nelle dinamiche commerciali e non incide sui rapporti". Rapporti che risalgono all'epoca di Enrico Mattei e l'Eni vuole "continuare a mantenere questi rapporti, che consideriamo un punto di forza della nostra azienda. La Russia non ha mai dato problemi e siamo ben contenti di mantenere i rapporti con Gazprom".
 
E proprio con Gazprom l'Eni avrebbe in corso trattative per cedere la sua quota del 32,5% nella raffineria Ceska Rafinerska in Repubblica Ceca. Il gruppo di San Donato Milanese, contattato da questa testata, non ha commentato le indiscrezioni, rilasciate ieri da Unipetrol, azionista di riferimento della raffineria ceca con una quota del 51%. In sostanza, Eni avrebbe inviato la settimana scorsa una lettera a Unipetrol e a Shell (terzo azionista di Ceska Rafinerska con il 16,33%) per informare i due soci dei negoziati con Gazprom, poiché gli azionisti della società hanno un diritto di prelazione nel caso di cessione delle quote da parte degli altri soci.

Tornando all'audizione di Paolo Scaroni alla Camera, il Ceo di Eni ha confermato la centralità del Kazakistan dove "siamo presentissimi. Abbiamo un importante fatturato e tra poco più di 12 mesi avvieremo la produzione in Kashagan mentre proseguiamo quella in Karashaganak". Infine un accenno a Snam Rete Gas, visto che potremmo "rivedere la scelta del controllo di Snam". Ovviamente con l'avallo del Governo italiano.   

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