Eni starebbe accelerando sulla cessione del 20,2% in Snam

Inviato da Flavia Scarano il Ven, 16/11/2012 - 09:49
Quotazione: ENI

Si fanno pressanti le indiscrezioni su quando Eni cederà la sua restante quota del 20,2% in Snam. Anche se ultimamente l'amministratore delegato del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, aveva fatto sapere di non avere alcuna fretta nel vendere la partecipazione, Il Sole 24 Ore questa mattina ipotizza la possibile partenza dell'operazione entro la fine dell'anno.

Secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano di Confindustria, le banche avrebbero consigliato alla società di San Donato quale strada percorrere per massimizzare l'incasso della quota e l'idea più gettonata sarebbe quella pervenuta dalle merchant bank internazionali, che spingerebbero per una soluzione mista. Ossia una parte del 20,2% potrebbe essere venduto ad investitori istituzionali mentre la restante parte, suddivisa in più pacchetti, sarebbe ceduta a blocchi a fondi sovrani o investitori stabili. Da tempo si parla dei fondi del Qatar e di Abu Dhabi tra i papabili acquirenti. Il Sole cita anche una terza possibilità: la cessione di una quota in Snam al pubblico retail, anche se lo stesso giornale la vede come un'opzione sempre meno probabile.

A rafforzare la tesi del Sole circa un'accelerazione dei tempi di vendita sarebbe la prossima visita del presidente del Consiglio, Mario Monti, nel Golfo Persico. Il premier il 18 novembre sarà in Kuwait per poi raggiungere nei giorni successivi Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

Ancora lunghi invece sarebbero i tempi per la vendita del rimanente 28% posseduto da Eni nella portoghese Galp. Sempre secondo il quotidiano economico, una soluzione sarebbe ancora lontana dopo l'accordo raggiunto dal colosso petrolifero italiano con il partner Amorim Energia per la cessione del 5% nella società lusitana.

Nel frattempo mercoledì sera è giunta la notizia che South Stream, consorzio internazionale di cui fanno parte con il 50% Gazprom, con il 20% Eni e con il 15% ciascuno Edf e Wintershall (Basf), ha raggiunto un accordo per il finanziamento del tratto sottomarino lungo 900 km del gasdotto che attraverserà il Mar Nero. Ad annunciarlo una nota, che però non ha fornito i dati finanziari dell'operazione. Gli azionisti di minoranza manterranno il diritto di abbandonare il progetto nel caso in cui alcune condizioni non vengano in futuro soddisfatte. L'accordo è stato raggiunto dal Cda riunitosi nel quartier generale di Eni a San Donato Milanese durante il quale si è stabilito che l'organizzazione permanente del progetto sarà installata ad Amsterdam per facilitare la programmazione, la costruzione e le operazioni. Sempre sulla base del deal, South Stream proseguirà lo sviluppo del progetto secondo il piano approvato che prevede il trasporto dalla Russia all'Europa del primo gas attraverso il Mar Nero entro la fine del 2015.

Debole il titolo a Piazza Affari. Il titolo sul Ftse Mib cede lo 0,17% a 17,4 euro.

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