Eni sotto inchiesta a Milano su presunto giro tangenti: "Ci consideriamo parte lesa"

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 22/06/2011 - 12:42
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Eni sotto la lente della magistratura milanese. Dal Corriere della Sera si apprende che la società del Cane a sei zampe sarebbe coinvolta in un presunto giro di tangenti pagate da vari contrattisti a manager Eni per aggiudicarsi appalti nei progetti di Zubair in Iraq, detentore del primato come più grande giacimento di petrolio mondiale, e di Jurassic North Field in Kuwait. "Ci consideriamo parte lesa", questo il secco commento rilasciato dal portavoce dei Eni alla redazione di Finanza.com. Il quotidiano milanese parla di sei lunghi mesi di indagini da parte del secondo dipartimento anticorruzione della Procura di Milano, alla fine dei quali la magistratura sembra aver trovato la quadra: la messa in luce di un sistema nel quale le grandi aziende italiane dell'ingegneria e delle costruzioni pagano tangenti estero su estero a top manager di Eni per essere ammesse a far parte dell'assegnazioni di appalti da miliardi di dollari. Tra gli indagati, ci sarebbero il vice-presidente di Saipem Nerio Capanna e il responsabile Eni del progetto Zubair in Iraq Diego Brachi, nonché intermediari come l'ex manager Massimo Guidotti, Stefano Borghi ed Enrico Pondini.
 
La notizia ha parzialmente influenzato il titolo a Piazza Affari. A metà giornata Eni ha toccato il minimo di seduta arretrando dello 0,68% a 15,96 euro, sottoperformando l'andamento del Ftse Mib che ha svoltato dopo un avvio positivo, rimanendo comunque intorno ai 20.000 punti.

"I rischi per Eni, come parte lesa, ci sembrano principalmente legati a possibili ritardi nello sviluppo di Zubair, un progetto che è atteso portare a un incremento di produzione pari a 1 miliardo entro il 2020". Questo il commento degli analisti di Equita. Non solo. In riferimento all'altra indagata Saipem, alla sim milanese non risulta ad oggi l'assegnazione alla controllata di contratti su Zubair da parte di Eni, riservandosi in futuro verifiche con la stessa società di San Donato, sul  cui titolo mantengono comunque la raccomandazione d'acquisto e prezzo obiettivo a 21,5 euro.

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