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Eni: scoperta Egitto ridesta l’equity story con jolly dividendo, Mediobanca alza rating a outperform

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Cosa cambia per Eni dopo la recente maxi-scoperta di gas in Egitto? E’ la domanda da cui partono oggi gli analisti di Mediobanca Securities in un report dedicato al colosso del cane a sei zampe che è stato promosso a outperform dal precedente rating neutral e prezzo obiettivo a 17,5 euro. Secondo Mediobanca il titolo Eni è quello con la rischiosità più bassa in uno scenario difficile.  
La scoperta del giacimento di gas al largo delle coste egiziane, il più grande del Mediterraneo, va sicuramente ad aumentare la visibilità sui flussi di cassa per il gruppo guidato da Claudio Descalzi. Gli analisti di Mediobanca sottolineano che, Come già visto con i risultati del primo semestre, Eni sta gestendo lo scenario attuale di marcata debolezza dei prezzi del petrolio con una strategia “cash neutrality” – capex e cash flow dalle attività operative – con Brent a 60 dollari al barile. “Ci aspettiamo che la scoperta in Egitto contribuirà a ridurre il livello di breakeven a circa 55 dollari al barile – si legge nel report degli analisti di piazzetta Cuccia – sulla proiezione di un free cash flow di 12 dollari/boe per tutta la durata del progetto, assumendo una produzione media di 250mila boe al giorno (pari al 14,6% della produzione totale 2015 di Eni) e un capex di 18 mld di dollari”. 
Maggiore visibilità sui dividendi 
Alla luce dell’attuale scenario di mercato un punto a favore di Eni è, a detta di Mediobanca, l’alta visibilità e la sostenibilità dei dividendi. Così come rimarcato nei giorni scorsi dall’ad Claudio Descalzi, il livello di 0,80 euro a cui è stato tagliato il dividendo lo scorso marzo  rappresenta un realistico “dividendo floor” per Eni con buoni margini per rivederlo al rialzo in virtù della possibilità di “monetizzare anticipatamente la quota del 100% detenuta nel giacimento egiziano”, sottolinea Mediobanca.  Valutando il giacimento tra 4 e 5 miliardi di euro, Eni monetizzando una quota del 30-40% andrebbe a incassare 1,5-2 miliardi di euro senza tralasciare i margini di revisione al rialzo delle potenzialità del giacimento come successo ad esempio per quello in Mozambico.
Infine Mediobanca pone l’accento sul capitolo deconsolidamento della controllata Saipem. “E’ una libera scelta di Eni – rimarca Mediobanca – ma è necessaria pazienza con i tempi e la tecnicità dell’operazione sono ancora incerti”.  
Mediobanca ha un atteggiamento prudente sul settore oil a causa delle aspettative di una lenta ripresa del prezzo del Brent, atteso a 60 dollari al barile quest’anno e il prossimo, ma Eni ora è vista come un’equity story più limpida risultando il titolo preferito nel panorama oil europeo.