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Eni, Scaroni non vede bene un matrimonio con Enel

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Dalla fusione tra Eni ed Enel nascerebbe un mostro “bizzarro”. ” Si creerebbe un soggetto strano, troppo italiano, che il mercato non capirebbe. E poi è necessario operare per fare delle nostre aziende dei sogetti globali, superando il concetto di essere forti solo sul mercato interno”. Non è la prima volta che lo dice l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, che ha risposto con decisione alla domanda di un’azionista durante l’assemblea del gruppo su tale suggestiva ipotesi. L’ipotesi di una fusione fra Eni ed Enel “la considero molto poco suggestiva, non se ne è parlato in consiglio e credo non se ne parlerà nei consigli futuri”, ha tagliato corto Scaroni. Sul fronte estero, Scaroni ha ribadito com la Russia è un paese molto ricco di idrocarburi dove é del tutto naturale cercare di negoziare un accesso”. Ma l’accesso sull’upstream nel mercato russo “non é una cosa facile, non siamo i soli, ma certamente è questa la nostra strategia”. Durante la conferenza stampa, Scaroni ha aggiunto che “l’Eni ha interesse per tutti i paesi con idrocarburi. La Russia è uno di questi e quindi certamente abbiamo ambizioni nell’upstream russo. Parallelamente Gazprom intende entrare nella distribuzione del gas in Europa. Non abbiamo fretta, abbiamo regolari contatti e crediamo si possa raggiungere una qualche intesa”. All’Eni le risorse non mancano di certo, il bilancio 2005 si è chiuso con un utile consolidato di 8,8 miliardi di euro e agli azionisti andrà un maxi dividendo di 1,1 euro per azione di cui 45 centesimi sono stati già pagati lo scorso ottobre a titolo di acconto. Per lo stato significa incassare un assegno sonante da 1,3 miliardi.