Eni rimpingua programma investimenti e incrementa del 20% target riduzione costi

Inviato da Titta Ferraro il Ven, 12/03/2010 - 08:48
Continuare nel sentiero di crescita della produzione e rafforzare la leadership nel mercato europeo del gas. Sono due tra i principali obiettivi del nuovo piano 2010-2013 di Eni che ha alzato l'asticella degli investimenti e quella del piano di taglio dei costi.
 
Il gruppo petrolifero di San Donato Milanese ha dettato le linee guida del nuovo piano quadriennale al 2013 che sarà illustrato nel dettaglio oggi alle 14.00 dall'amministratore delegato, Paolo Scaroni.  Il nuovo piano strategico del gruppo guidato da Paolo Scaroni prevede un programma investimenti per 52,8 miliardi di euro nel quadriennio 2010-2013, con un incremento dell'8% rispetto al piano 2009-2012. L'incremento di produzione sarà interamente destinato al settore E&P per lo sviluppo di nuovi progetti, in particolare in Iraq e in Venezuela, che contribuiranno alla crescita produttiva nel quadriennio e negli anni successivi. Sul fronte dell'efficienza, Eni ha un target di riduzione dei costi a 2,4 miliardi di euro al 2013, incrementando del 20% i risparmi previsti nel piano precedente. Per quanto concerne il piano di remunerazione degli azionisti, Eni promette un dividendo in crescita in linea con l'inflazione Ocse dal 2011 e con uno scenario di quotazioni del petrolio a 65 dollari al barile.

Nel settore Exploration & Production Eni conferma la propria strategia di crescita della produzione di idrocarburi con un tasso di incremento medio annuo di oltre il 2,5% nel periodo 2010-2013 attraverso programmi di sviluppo per linee interne. Oltre i quattro anni di piano, Eni prevede di mantenere un elevato tasso di crescita produttiva, con un incremento medio annuo oltre il 2% fino al 2016. Considerando uno scenario di 65 dollari al barile, nel 2010 la produzione è prevista in linea con quella del 2009 (assumendo gli stessi tagli Opec e le dismissioni programmate) e supererà i 2 milioni di barili nel 2013. La crescita, rimarca la nota del gruppo Eni, sarà focalizzata nelle aree in cui Eni vanta una presenza consolidata, Africa, regione del Caspio e Paesi Ocse, e in nuove aree a elevato potenziale tra cui in particolare l'Iraq. Nell'arco del quadriennio di riferimento del piano, Eni metterà in esercizio 41 nuovi campi per circa 560.000 barili di petrolio equivalente al giorno nel 2013, di cui il 75% come operatore.
Nel settore Gas & Power il gruppo Eni mira a rafforzare la propria leadership nel mercato europeo del gas. Nel quadriennio 2010-2013 Eni intende aumentare le vendite di gas a un tasso medio annuo superiore al 3%, con un target al 2013 di 118 miliardi di metri cubi di vendite e una quota di mercato in Europa superiore al 22%. L'ebitda pro-forma adjusted medio nel quadriennio sarà di 4,4 miliardi di euro per anno, grazie alla crescita stabile delle attività regolate e al rafforzamento delle attività commerciali. Questo risultato, puntualizza la nota del gruppo energetico, sarà raggiunto nonostante il venir meno del contributo dei gasdotti internazionali TAG, TENP e Transitgas la cui cessione è prevista entro la fine del 2010. La strategia di Eni nel settore Refining & Marketing punta al rafforzamento selettivo del sistema di raffinazione, al miglioramento degli standard qualitativi delle attività commerciali e all'incremento diffuso dell'efficienza operativa, con l'obiettivo di conseguire un free cash flow positivo dal 2012. Nel marketing Eni punta a consolidare la propria leadership in Italia e la presenza negli altri Paesi europei grazie ai programmi di fidelizzazione, all'introduzione del marchio Eni sulla rete e all'ampliamento dell'offerta dei prodotti non oil. In Italia si prevede di raggiungere una quota di mercato del 34% al 2013 in crescita di oltre due punti rispetto al 2009. Si rafforza il piano di investimenti del gruppo Eni.

Ieri il titolo Eni aveva ceduto il passo a Piazza Affari (-0,45% a 17,79 euro la chiusura) dopo l'annuncio dell'accantonamento da 250 milioni al fondo contenziosi legali per la controversia relativa al consorzio Tsjk in Nigeria. Il gruppo di San Donato Milanese ha precisato che l'onere, classificato fra quelli non ricorrenti in conformità alle disposizioni Consob, non modifica l'utile adjusted consolidato di 5,2 miliardi annunciato nel preconsuntivo. Cambiano, invece, il bilancio consolidato e il bilancio d'esercizio di Eni per il 2009, che chiudono rispettivamente con l'utile netto di 4,4 e di 5 miliardi. Il Cda della compagnia ha deliberato di proporre all'assemblea la distribuzione di un dividendo da un euro per azione.
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